San Pellegrino Terme – Investire sull’innovazione e la diversificazione nei settori economici più tradizionali, promuovere la diffusione dei servizi tecnologici e delle telecomunicazioni, potenziare la formazione dell’imprenditoria locale e incrementare l’imprenditoria femminile, anche tramite l’aggregazione fra donne per favorire la nascita di offerte di lavoro flessibili. Queste, in estrema sintesi, alcune delle strategie più importanti per evitare lo spopolamento della individuate dai ricercatori del progetto Padima. Le proposte nascono da una analisi vallare durata tre anni. Sono stati analizzati i fenomeni demografici dei paesi dell’alta valle, quindi ipotizzate alcune strategie per invertire la tendenza allo spopolamento delle aree montane. A questo progetto, il cui termine è previsto per dicembre, hanno preso parte aree montane di Francia, Spagna, Svezia, Norvegia, ognuno con fenomeni analoghi a quello della Valle .

«Per quanto riguarda la nostra regione – spiega Maria Grazia Pedrana, ricercatrice del progetto Padima – abbiamo scelto il territorio brembano in cui si trovano alcuni dei comuni lombardi con il di spopolamento più elevato. La ricerca effettuata, in coerenza rispetto alle linee guida stabilite in accordo con gli altri partner di progetto degli Stati esteri, ha preso in esame tre aspetti chiave: istruzione e formazione, marketing territoriale e diversificazione economica».

«Come molte delle aree montane europee – prosegue Pedrana –, anche la Valle Brembana risente di alcuni problemi di decentralizzazione rispetto alle aree urbane. Per trovare opportunità di lavoro adeguate alle proprie aspettative e servizi idonei a garantire una buona qualità di vita, alcune categorie di , specie i giovani, sono costretti ad abbandonare i paesi più periferici».

Le tappe e i numeri di questo lungo progetto, finanziato dall’Unione europea, saranno presentati oggi alle 12,30 alla sala convegni dell’ Bigio di San . Verranno proposte le soluzioni adottate in altri Stati esteri sulla diversificazione economica, presentate quindi le prime azioni operative per evitare lo spopolamento dell’area montana orobica e brembana in particolare. Fra i relatori, anche rappresentanti degli stati esteri coinvolti nel progetto, in particolare Francia, Spagna, Svezia e Norvegia.

L’Eco di