– La Baita del Camoscio potrebbe riaprire i battenti già il 7 dicembre, per Sant’Ambrogio. Renzo Cattaneo, gestore del rifugio di San Simone di Valleve, è convinto di farcela e già si è messo al lavoro. «Il rifugio deve tornare agibile in tempi rapidi – afferma – e dobbiamo riuscire a essere pronti ad accogliere i nostri ospiti già per le feste di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata, per l’apertura della stagione». I primi lavori di recupero – dopo l’incendio della notte tra domenica e lunedì, con pesanti danni al salone bar e ristorante, le cui origini sono quasi sicuramente dolose, ma continuano le indagini – sono già iniziati. Passato lo scoramento e compiuta una verifica dei danni, si è potuta constatare la possibilità di un primo recupero per garantire l’agibilità.

«Siamo tornati quassù stamattina presto – continua Cattaneo – e abbiamo verificato la situazione, che pare meno grave del temuto. A parte la distruzione di arredi e macchine da bar e cucina e dell’impianto elettrico, l’annerimento dei muri che avevamo già constatato, volevamo verificare le condizioni della soletta che sta tra il salone e la mansarda. L’intenso calore dell’incendio avrebbe semplicemente fatto staccare l’intonaco. Stiamo aspettando conferma da un tecnico collaudatore, siamo fiduciosi in un risultato positivo». «Comunque abbiamo già iniziato a lavorare – continua il gestore del rifugio – e contiamo di farcela. Ho trovato la preziosa collaborazione di un gruppo di amici. Abbiamo cominciato a svuotare il salone. Faremo la stima di quanto è successo e di quanto c’è da fare per ripristinare la situazione. Nel frattempo provvederemo all’acquisto delle macchine, del nuovo bancone e ancora della rete elettrica, e alla tinteggiatura delle pareti. Se poi, come ci è stato quasi garantito, la soletta non avrà subito danni e sarà in sicurezza, provvederemo a riportarla a nuovo con pannelli di cartongesso».

«Sarà una lotta contro il tempo – conclude Cattaneo – ma contiamo di farcela. Qui siamo nel cuore del comprensorio di San Simone, il rifugio ne è l’irrinunciabile cuore logistico». E aggiunge: «Lo devo anche ai tantissimi amici che mi sono vicini, sono già quasi 200 i messaggi arrivati sul sito web del comprensorio di Brembosuperski, che mi incoraggiano e mi incitano a riaprire al più presto».

Sergio Tiraboschi – L’Eco di Bergamo

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