Rifugi Orobie – Dalla regione 300mila euro per Monte Poieto, Grassi, Capanna 2000 e per lavori di ammodernamento. Come quello del Monte Poieto, altri tre rifugi (Grassi a , Capanna 2000 a e Passo del Vivione a Schilpario) sui 15 aperti sulle montagne bergamasche beneficeranno di soldi stanziati dalla Regione per lavori di riqualificazione. Mentre in Lombardia, in totale, 56 rifugi su 180 riceveranno un aiuto dal Pirellone, che ha stanziato una somma complessiva di 3,4 milioni di euro per finanziare progetti mirati per interventi che si potrebbero definire salva-.

L’obiettivo non è soltanto di tutelare questi «gioielli» delle vette carichi di storia, ma anche di rimetterli a nuovo come leva per rilanciare il turismo a chilometri zero e l’economia delle valli soprattutto adesso che la crisi morde. In i rifugi danno lavoro a circa 120 dipendenti e nel periodo di apertura estivo, solitamente da giugno a settembre, si registrano fino 30 mila presenze. «Numeri importanti per realtà cruciali per il territorio. Ma i rifugi, senza tradire la loro anima, devono cambiare pelle. Devono evolversi», spiega Paolo , alpinista, esperto di montagna ed ex presidente del Cai che nel conta 10 mila soci. «Se è vero che lo spirito di accoglienza e ospitalità, così come la sobrietà e la buona tavola, devono restare immutati»; è altrettanto vero che in queste strutture serve più comfort («Letti comodi e doccia calda»), più tecnologia («Parabola e banda larga per i telefonini e Internet»), meno barriere architettoniche per i disabili. «In futuro – continua – i rifugi non dovranno più solo offrire piatti tipici e un posto per dormire, ma diventare presidi culturali in cui organizzare eventi e iniziative: dalle degustazioni enogastronomiche alla storia locale, fino alla in montagna». E lungo questo sentiero avanza anche l’ipotesi dei pacchetti vacanza: «Di giorno si arrampica, di notte si dorme ad alta quota, spendendo poco».

In questa direzione vanno i 3,4 milioni concessi dal Pirellone, di cui quasi 300 mila alle strutture bergamasche. «Perché questi contributi, assicurati grazie alla recente legge lombarda sui rifugi che distingue tra alpini (oltre i mille metri, raggiungibili a piedi) ed escursionistici (oltre i 700 metri e raggiungibili anche in auto) e bivacchi che invece sono strutture incustodite, serviranno per l’ammodernamento, la manutenzione e la messa in sicurezza, per garantire una maggiore ospitalità e accoglienza», spiega Carlo Spreafico, consigliere lombardo del Pd e membro del Comitato regionale per la montagna. Sulla stessa lunghezza d’onda gli fa eco il collega Carlo Saffioti (Pdl): «Investire risorse pubbliche nei rifugi vuol dire valorizzazione la montagna. È chiaro però che migliorare la qualità dei servizi e le strutture a quelle altezze vuol dire sostenere costi maggiori rispetto agli stessi lavori fatti in pianura. Basti dire che in molti casi per trasportare i materiali occorrerà utilizzare l’elicottero».

Paolo Marelli – Il Corriere della Sera – e Provincia