Sfida internazionale in Abruzzo, tra lingue straniere e gestione clienti: primo su 40 scuole
Arrivare in un ed essere accolti da personale che parla perfettamente la tua lingua, ti risolve ogni esigenza o problema, di camera, bagagli e programmazione della giornata: è il sogno di ogni viaggiatore o l’incubo di tanti turisti, a seconda del caso. A meno che al banco della reception non si trovi Gregorio Riva, 18 anni, di Brembate Sopra, studente al quarto anno, indirizzo Ricevimento, dell’ di San Pellegrino Terme.

A lui, in rappresentanza della scuola brembana, è andato il primo premio della quarta edizione del «Concorso internazionale per addetti al fronte office», svoltosi la settimana scorsa a Giulianova, in provincia di Teramo. Una sfida a colpi di lingua straniera, terminologia tecnica e soprattutto abilità nel risolvere situazioni problematiche legate alla clientela. Di fronte una giuria tutta straniera e la concorrenza dei migliori istituti alberghieri europei, 28 italiani (tutte le regioni rappresentate, tranne la Toscana) e una dozzina tra scuole croate, danesi, olandesi, russe, spagnole, finlandesi, lituane, maltesi e polacche.

Due le prove a cui gli studenti hanno partecipato: una scritta, in cui dovevano dimostrare competenza nella terminologia tecnica sul ricevimento, e una pratica-orale, in cui il concorrente, sempre in lingua straniera (il francese per Gregorio), era messo di fronte a un problema da risolvere con la clientela; lo studente di San , tra l’altro, ha dovuto affrontare un «overbooking» (sovraprenotazione) – come si dice in termini tecnici – ovvero tre diversi clienti al front office e due sole camere disponibili.

C’erano studenti da tutta Europa – dice Gregorio, accompagnato a Giulianova dal docente Raffaele Di Martino e dall’assistente tecnico Pietro Torallo – e tutti preparatissimi, soprattutto nelle lingue straniere. La giuria era straniera e, in ogni momento del concorso come nei briefing, si parlava in inglese o francese.

Insieme al concorso di front office, a Giulianova, si è svolta anche la gara «Turismo in città», in cui ogni scuola presentava prodotti tipici della propria terra. A rappresentare San c’era Mary , 18 anni, di , che, in lingua inglese, ha illustrato le caratteristiche dei prodotti brembani, dai casoncelli ai formaggi, dal miele ai biscotti. Per lei un quarto posto ex aequo.

Le lingue straniere, insieme all’informatica – spiega il dirigente scolastico Silvana Nespoli –, sono una delle competenze che aprono le porte del futuro professionale. Il successo nel concorso, quindi, conferma l’alto livello della nostra scuola e ci riempie di orgoglio perché solitamente gli italiani non sono molto apprezzati per la loro conoscenza delle lingue straniere. E, infine, dà ulteriore valore a un settore di studio senza il quale un albergo non può funzionare.

L’Eco di Bergamo