Bergamo SKI chiusi e gli soffrono. Fanno eccezione quei paesi dove l’offerta turistica non è esclusivamente legata alla neve. Dalla Valle i segnali sono poco incoraggianti. Nonostante l’entusiasmo di albergatori e turisti per il rilancio delle stazioni di sci, il ponte festivo di Sant’Ambrogio salta.b «Fino a qualche settimana fa c’era grande entusiasmo – spiega Gianfranco Invernizzi dell’ Des di Foppolo –. Avevamo diverse prenotazioni. Ora sono state quasi tutte disdette. Con gli impianti chiusi arriveranno pochissime persone».

Stessa situazione a Piazzatorre e . Diego Busi dell’albergo Pizzo Tre Signori di fa sapere che «c’era molta richiesta. Non avevamo più un letto libero, ma ora tutte le prenotazioni sono state cancellate. Aspettiamo il periodo che va da Santo Stefano all’Epifania». «A oggi non c’è nessuno – dicono dall’hotel Pinete di Piazzatorre –. I giorni scorsi abbiamo ricevuto diverse chiamate. Però la gente chiede informazioni, aspetta di sapere se nevicherà e al massimo prenota per fine anno».

Anche in Valle di Scalve e in Valle Seriana tira più o meno la stessa aria. «Abbiamo molte prenotazioni – spiega Maurizio Tagliaferri dell’albergo “Plan del Sole” di Colere – ma solo dal 17 dicembre in poi. Quelle precedenti sono state disdette. Purtroppo manca la materia prima». Per i gestori dell’«Hotel Lizzola 2000» la situazione è «un disastro. Per trovare delle prenotazioni dobbiamo guardare ai tre o quattro giorni a cavallo con l’ultimo dell’anno. E anche dopo il 2 di gennaio le cose non migliorano». Fa eccezione . «Per Sant’Ambrogio abbiamo libera soltanto una camera – spiegano dall’hotel –. Abbiamo per lo più famiglie. Molti si fermano da mercoledì a domenica. Tanti turisti hanno abbandonato il Trentino e hanno preferito un posto più vicino. Anche se le stazioni sciistiche sono chiuse, in paese ci sono alternative per divertirsi».

Arrivano conferme dall’hotel di Bratto. Spiega il direttore Fabio Iannotta: «Rispetto all’anno scorso abbiamo il 50% in più di prenotazioni. Questo perché il nostro bacino di utenza è fondamentalmente quello milanese, che sfrutta i cinque giorni delle feste anche se non c’è neve. E la pista di pattinaggio allestita in paese offre un’opportunità in più».

Alberto Marzocchi – L’Eco di Bergamo