casino-san-pellegrino-termeSan Pellegrino Terme – «L’accordo di programma, così come stipulato tra Regione, Provincia, Comune e nel 2007 e poi rivisto nel 2010, è ormai stato stravolto e violato, nei tempi e nelle modalità. E, in un momento di crisi globale, riteniamo che l’intero progetto di sviluppo vada rivisto, coinvolgendo anche i cittadini». È un attacco senza mezzi termini a Percassi ed enti pubblici quello sferrato dai consiglieri di minoranza di «Uniti per cambiare» Raffaella Sonzogni e Donatella Donati. Venerdì sera, nella sala congressi dell’ Bigio, hanno incontrato la cittadinanza per fare il punto sull’operazione di -termale di San , avviata ormai sei anni fa. Sia dal tavolo dei relatori sia dal pubblico sono arrivate fortissime critiche a come, finora, il progetto è stato gestito. Con continui rinvii e cambiamenti di rotta. «Abbiamo ufficialmente chiesto a Regione, Provincia e Comune di contestare al gruppo privato i ritardi e gli inadempimenti dell’accordo di programma – ha detto Sonzogni –. Dovrebbe essere il Collegio di vigilanza a farlo. Ma finora non abbiamo avuto alcuna risposta”.


«Meno »
Al centro del dibattito la variante al piano di recupero che andrà in Consiglio domani sera, per consentire l’ennesima modifica dell’operazione: con il nuovo centro termale che sarà ricavato al posto dell’ex albergo Terme- e lungo il porticato verso il casinò. «Le terme si ridurranno a 3.500 metri quadrati – hanno detto i consiglieri di minoranza – non saranno certo le più grandi d’Europa. E perdipiù saranno solo una spa, non un centro cure termali tradizionale come ha sempre avuto San Pellegrino». Sonzogni e Donati hanno poi contestato la riduzione ai minimi termini della ricettività alberghiera e l’incremento della «cementificazione». «Con la variante al piano di recupero – hanno detto – oltre alle sei palazzine residenziali già previste, ne sono state disegnate altre quattro là dove si dovevano fare le terme di Perrault».
Critiche alla nuova localizzazione del centro termale: «Si verrà a creare una sorta di cittadella isolata dal resto del paese, comprensiva di terme e casinò, entrambi in gestione trentennale a Percassi (per il casinò – è stato riferito – sarebbe in corso una trattativa di subaffitto con la famiglia di ristoratori Cerea, ndr)», ha detto Donati. Il gruppo di minoranza ha chiesto che le terme vengano ricavate nella loro sede storica, dove, invece, è prevista una galleria commerciale.

Preoccupano i tempi
«Con la modifica del piano di recupero – ha detto Sonzogni – l’accordo di programma verrà violato nelle e verranno meno gli equilibri di benefici tra pubblico e privato, a solo vantaggio di Percassi». Preoccupazione è stata espressa sui tempi e sul futuro gestore delle terme: «Non abbiamo ancora il progetto e ci dicono che entro la fine del 2013 le terme saranno pronte». Tante anche le critiche dal pubblico: «È vergognoso e inaccettabile – ha riassunto Giuseppe Zilli, commerciante – essere arrivati a questo punto dopo sei anni. È vergognoso che Percassi dopo i proclami del 2007 non ci abbia messo la faccia, spiegando il perché di tutto questo. Ed è molto grave che chi allora andò sul carro dei vincitori, compresi Regione e Provincia, ora non dica più nulla, facendo finta di non vedere cosa sta accadendo».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di