Isola di Fondra – Quel che da Fondra conduce a Pusdosso lo conosceva bene, Maria. Aveva imparato a percorrerlo fin da bambina perché era quello che collegava il paese con la sua casa, su a Pusdosso, in mezzo ai boschi, dove le comodità non erano di casa e dove non arrivava nemmeno la strada. Quel sentiero lo ha percorso ancora la scorso anno, a 89 anni, per trascorrere nella sua casa la bella stagione. Ora Maria Paganoni ha lasciato per sempre la sua tanto amata. È scomparsa in seguito a un aggravamento delle sue condizioni di salute, dopo che il cuore aveva subito diversi infarti. Ma Maria era «una di fibra forte» come si dice in , forse perché le fatiche di una vita l’avevano resa tenace, nel corpo e nello spirito.

Era l’ultima di quella generazione di pusdossiani, nati negli anni Venti e Trenta in un luogo lontano dal centro abitato, con circa mezz’ora di cammino a piedi da percorrere, tutto in salita, su ripidi . Una frazione in cui, fino agli anni Cinquanta, si viveva un’economia di sussistenza, fatta di allevamento e di agricoltura, resa difficile dalla pendenza del terreno. Per gli approvvigionamenti si doveva scendere in paese. Su e giù senza sosta da quella frazione in cui l’elettricità è arrivata solo nel 1975.

La vita di Maria è stata segnata da ritmi legati alla natura: il fieno, la legna da tagliare e accatastare, la pulizia dei boschi, le bestie da accudire. Quando Maria è nata, nella frazione abitavano un centinaio di . Ora gli abitanti si contano sulle dita di una mano. È un luogo che rinasce d’estate o in autunno, quando si aprono le seconde case, quando la contrada prende vita con le feste popolari. Un tempo era diverso. Maria si era sposata con Guido Vitali, anche lui di Pusdosso, scomparso nel 1969 per una malattia. Era un operaio specializzato a Sesto San Giovanni, dove anche Maria aveva vissuto per un po’. Ma il cuore le si apriva quando tornava a Pusdosso.

Una figura di riferimento
Anche negli ultimi anni non desisteva dal percorrere quel sentiero per tornare a trascorrere i mesi da marzo a ottobre in quella che era la sua vera casa. Coltivava un piccolo orto e manteneva le abitudini di un tempo, legata a un passato che voleva custodire con rispetto. Maria lascia due figli, Almerina e Bruno, che è il presidente dell’Associazione amici di Pusdosso onlus, un gruppo nato proprio per tutelare le caratteristiche di questo tipo di vita in montagna, preservandone ambiente e tradizioni. A Pusdosso ora è scomparsa una figura di riferimento importante, custode di una memoria preziosa. Nulla va però perduto, anche grazie all’attività dell’associazione che, con tanti soci e una grande passione, continua a raccontare questa storia semplice, in tempi come questi di rapidi cambiamenti, di conquiste tecnologiche e di innovazioni.

Quello di Maria era un altro mondo, ed era quello di tanti nati come lei in quegli anni. Gente che andava a tagliare il fieno anche in cima al monte Torcola, che teneva i prati puliti e tagliati, che per sopravvivere all’inverno ripuliva il sottobosco da sterpi e cespugli e portava a casa tutta la legna e le foglie che trovava. Gente che le mulattiere non solo le percorreva, ma le tracciava, perche servivano per raggiungere le stalle, i pascoli. Maria è stata preziosa non solo per la sua famiglia e per la sua gente, ma anche per la montagna. I suoi funerali saranno celebrati oggi alle 15 nella chiesa di Fondra.

– L’Eco di