Sterpaglie, piccole frane, carreggiata ristretta da alberi che invadono il per corso, insomma, carenza di pulizia. Sono i disagi che, la scorsa estate, i ciclisti hanno trovato sulla pista ciclabile della Valle Brembana. Dopo un anno dall’apertura e dopo una stagione di sperimentazione, ora i Comuni attraversati dalla (, San Pellegrino, , e ), alcuni in difficoltà nella manutenzione, chiedono che se ne occupi la o, quanto meno, che si trovi una cooperativa in grado di gestire in modo unitario la ciclovia, realizzata e di proprietà della .

«Per il 2008 – spiega l’a ssessor e provinciale alla Viabilità Wa lter Milesi – la Provincia ha
pagato illuminazione delle gallerie e il canone dovuto al Demanio, mentre i Comuni, come d’accordo, avrebbero dovuto occuparsi, ciascuno per il proprio tratto di competenza, della pulizia. Purtroppo la cosa non sempre è avvenuta, tanto che, qualche settimana fa, ho scritto alle Amministrazioni chiedendo loro di rispettare quanto deciso. Entro fine anno, comunque, dovremo di nuovo trovarci e decidere su come gestire il tracciato. Di certo, dal 2009, la Provincia non se ne occuperà più e dovranno esser e i Comuni a trovare una soluzione».

Comuni che, quest ‘anno, per la pulizia si sono arrangiati in diversi modi. «Alcuni tratti sono stati puliti dai nostri operai – spiega il sindaco di San Giovanni Bianco Gerardo Pozzi – mentre in altri punti, per togliere sterpaglie e alberi, sono intervenuti i cacciatori. Difficile, però, andar e avanti così. Dovrebbe essere la Comunità montanaa prender e in mano tutta la pista ciclabile».

Dello stesso par er e anche gli altri sindaci. «Abbiamo quattro chilometri di tracciato, per altro tra i più a rischio smottamenti – dice il sindaco di Camerata Cornello Francesca Giudici – e un solo operaio che non può arrivare ovunque. L’ideale sarebbe che se ne occupasse la Comunità montana e i Comuni contribuissero con una quota annuale». «Fatti due conti, la gestione annuale di tutta la pista – aggiunge il sindaco di Lenna Mario – costa almeno centomila euro. Noi ci siamo affidati agli aiuti di un’azienda locale e, io, a titolo personale, ho pagato una per sona per ché tenesse pulito il nostro tratto. Va bene la Comunità montana ma anche lei ha pochi fondi. La si potrebbe, per esempio, affidare a qualche gruppo di volontariato».

«La gestione di ogni singolo Comune poteva anche andar e bene – dice il sindaco di San Pellegrino Gigi Scanzi – ma poi, di fatto, quest ‘estate, molt i tratti della ciclovia sono rimasti sporchi, invasi da sassi e sterpaglie e l’immagine che si offre al turista, quindi, è negat iva. La pista, d’altronde, è unica, e unico dovrebbe esser e chi se ne occupa, Comunità montana o una cooperativa». Così anche il primo cittadino di Zogno, : «Sei Comuni (compreso , sul cui territorio si trova l’ultimo breve tratto finale, ndr) sono tanti – dice –. Meglio se la gestione è di un ente sovraccomunale, anche per ché più facilmente potrebbe accedere a contributi».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo