Pronta la Casa della carità a Spino al Brembo
Zogno Articolo letto da 273 Utenti - Pubblicato il 30 Ottobre 2007Pronta la Casa della carità «Dove riscoprire i valori». È stata benedetta domenica mattina la «Casa della carità » di Spino al Brembo di Zogno, l’appartamento ricavato all’interno della vecchia casa parrocchiale che servirà per ospitare le famiglie in stato di emergenza. La cerimonia è stata preceduta dalla Messa, presieduta da don Biagio Ferrari, responsabile Caritas dei centri di ascolto della diocesi, e accompagnata dal coro «Jubilate Deo» di Zogno. «Siamo cristiani – ha ricordato don Biagio nel corso dell’omelia – e in quanto tali dobbiamo portare avanti i valori cristiani. Gesù ci ha insegnato ad accogliere i poveri.
Ecco il motivo della scelta di realizzare la Casa della carità : deve diventare un luogo dove le persone possano ricostruirsi, non solo materialmente ma anche e soprattutto umanamente, perché sappiano riscoprire i valori che hanno perso».
Al termine della funzione la gente ha raggiunto l’ex casa parrocchiale per la benedizione. Tra i tanti, oltre al parroco don Claudio Del Monte e a don Ferrari, erano presenti anche Stefano Caldi della commissione Caritas, il vicesindaco di Zogno Domenico Capelli, l’assessore ai Servizi sociali Mario Zanchi e il vicario locale don Angelo Domenghini.
Sono seguiti, quindi, la visita e la benedizione dell’appartamento che è stato ricavato al primo piano dell’ex casa parrocchiale di Spino al Brembo: da domenica la Casa della carità è stata messa sotto la protezione della Madonna del Rosario, in attesa di una vera e propria inaugurazione che sarà fatta quando saranno sistemati completamente anche gli altri piani della casa. La Casa della carità è stata possibile grazie all’impegno delle sei parrocchie sotto il Comune di Zogno e della parrocchia di Ubiale, oltre al Comune, agli alpini e ai volontari.
«Siamo grati alla Caritas bergamasca – ha detto don Claudio – perché oggi don Biagio ci ha fatto dono di 5.000 euro che accorciano così le distanze tra quanto ha richiesto economicamente la sistemazione dell’appartamento e quanto è stato possibile raccogliere fino a oggi. La casa da oggi è pronta ad accogliere persone o famiglie in difficoltà ».
Silvia Salvi - L’Eco di Bergamo
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