Pronta la Casa della carità «Dove riscoprire i valori». È stata benedetta domenica mattina la «Casa della carità» di Spino al Brembo di Zogno, l’appartamento ricavato all’interno della vecchia casa parrocchiale che servirà per ospitare le famiglie in stato di emergenza. La cerimonia è stata preceduta dalla Messa, presieduta da don Biagio Ferrari, responsabile Caritas dei centri di ascolto della diocesi, e accompagnata dal coro «Jubilate Deo» di Zogno. «Siamo cristiani – ha ricordato don Biagio nel corso dell’omelia – e in quanto tali dobbiamo portare avanti i valori cristiani. Gesù ci ha insegnato ad accogliere i poveri.

Ecco il motivo della scelta di realizzare la Casa della carità: deve diventare un luogo dove le persone possano ricostruirsi, non solo materialmente ma anche e soprattutto umanamente, perché sappiano riscoprire i valori che hanno perso».

Al termine della funzione la gente ha raggiunto l’ex casa parrocchiale per la benedizione. Tra i tanti, oltre al parroco don Claudio Del Monte e a don Ferrari, erano presenti anche Stefano Caldi della commissione Caritas, il vicesindaco di Zogno Domenico Capelli, l’assessore ai Servizi sociali Mario Zanchi e il vicario locale don Angelo Domenghini.

Sono seguiti, quindi, la visita e la benedizione dell’appartamento che è stato ricavato al primo piano dell’ex casa parrocchiale di Spino al Brembo: da domenica la Casa della carità è stata messa sotto la protezione della Madonna del Rosario, in attesa di una vera e propria inaugurazione che sarà fatta quando saranno sistemati completamente anche gli altri piani della casa. La Casa della carità è stata possibile grazie all’impegno delle sei parrocchie sotto il Comune di Zogno e della parrocchia di Ubiale, oltre al Comune, agli alpini e ai volontari.

«Siamo grati alla Caritas bergamasca – ha detto don Claudio – perché oggi don Biagio ci ha fatto dono di 5.000 euro che accorciano così le distanze tra quanto ha richiesto economicamente la sistemazione dell’appartamento e quanto è stato possibile raccogliere fino a oggi. La casa da oggi è pronta ad accogliere persone o famiglie in difficoltà».

Silvia Salvi - L’Eco di Bergamo