profughi-valle-brembanaSedrina – I profughi si spostano e con loro si sposta anche la polemica. I 24 ospiti africani che nei giorni scorsi hanno soggiornato alla Cà Matta di Ponteranica, sulla Maresana, sono stati accolti alla Casa San Giuseppe di Botta di insieme ad altri 30 immigrati. La prefettura ha deciso di cambiare programma dopo aver richiesto la struttura fino al 29 agosto “per far fronte all’emergenza”. Il prosidio costante dei Giovani padani, le due manifestazioni con il segretario federale leghista Matteo e lo screzio che ha visto protagonisti un operatore Caritas e l’ex sindaco di Ponteranica Cristiano Aldegani hanno convinto il prefetto Francesca Ferrandino a disporre il trasferimento immediato.

Il primo cittadino del Comune alle porte della Valbrembana non l’ha presa benissimo. “Sono stato avvertito con una telefonata e con un preavviso minimo – spiega Stefano Micheli, che ha vinto le elezioni a capo di una lista civica contro la Lega Nord -, è una prassi non opportuna. Incontrerò il prefetto e chiederò spiegazioni. Andrò personalmente a vedere se la Casa san Giuseppe è agibile e può essere destinata all’accoglienza di profughi. Fino a prova contraria, è adibita ad ospitare ritiri spirituali. Mantererremo alta l’attenzione per tutelare i cittadini”. Micheli crede che questa operazione debba essere gestita in toto dalla prefettura. “Va bene prendersi a cuore il destino di queste persone, però chi si assume la responsabilità poi non deve scaricare problemi alle amministrazioni. Non è corretto. Io ho seguito poco il caso di Ponteranica. So che sono stati spostati dopo il presidio leghista. Qui a Sedrina il Carroccio è all’opposizione, ma si guarderà bene da dire qualcosa contro il partito”.

La protesta leghista però non si placa nemmeno in Valbrembana. Ecco il duro intervento del consigliere comunale sedrinese Enzo Galizzi: “I nostri cittadini vengono costantemente spremuti mentre gli stranieri vengono mantenuti. Fieri di essere considerati razzisti, visto che non accetteremo mai di sostenere questa politica falsa e buonista che ha creato questa schifezza. La Casa San Giuseppe da chi è stata costruita? Chi l’ha pagata? Chi ha messo la monodopera gratuita? Chi ora ha deciso di mandarci i profughi/clandestini? Lo sapevate che decorso il periodo della richiesta di asilo politico tutti i clandestini/profughi minori saranno a carico del comune di residenza? Lo sapevate che il 70 % delle domande di asilo politico sono respinte e quindi sono clandestini sotto mentite spoglie? Nel caso di ospiti di fede musulmana i simboli religiosi presenti nella casa San Giuseppe dovranno essere rimossi, per non urtare la sensibilità degli stessi? Non solo proteste, ma anche proposte. Mantenendo con forza la nostra contrarietà alla presenza dei profughi/clandestini alla Botta, facciamo però alcune proposte: controllo sanitario e di ordine pubblico da portare ai massimi livelli e naturalmente a carico dello stato. visto il disagio sopportato dalla cittadinanza, che almeno il piano di rientro economico del nostro comune sia agevolato e sostenuto dal Prefetto (colei che ci ha inviato i profughi). che in nessun caso, anche decorsi i tempi tecnici per riconoscere o meno lo stato di rifugiato politico, nessun profugo/clandestino rimanga a carico del comune. visto che anche nel nostro comune vi sono casi umani, che siano almeno considerati ed aiutati al pari dei profughi/clandestini ospitati alla casa San Giuseppe”.

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