Camerata Cornello – «I profughi potrebbero fermarsi all’ostello per qualche mese. Comunque sia, la Prefettura dice che i tempi non sono prevedibili». Così l’altra sera, il sindaco di Gianfranco , in un affollato e teso Consiglio comunale. All’ordine del giorno la mozione presentata da tre dei quattro componenti della minoranza «Rinnovamento e trasparenza» (non condivisa da Francesco Belotti) sulla presenza, dal 30 giugno scorso, di una ventina di profughi provenienti dalla Libia, all’ostello comunale. Presenza che ha sollevato la preoccupazione di parte della popolazione e del Consiglio comunale. Proprio su sollecitazione della minoranza, a inizio luglio, il sindaco aveva invitato formalmente la dirigenza dell’ostello a «non accogliere più i profughi». L’altra sera i toni del primo cittadino, pur interpretando ancora la preoccupazione di parte della popolazione, sembravano più tolleranti.

«Vagabondi e nullafacenti»
«Occorre ricordare che anche i nostri valligiani sono stati emigranti – ha detto – per cercare di calibrare le risposte più giuste a questa situazione». Lazzarini, dopo aver contattato la Prefettura, ha illustrato i possibili scenari futuri: «I profughi sono in attesa di essere interrogati, singolarmente, da una commissione a . Se verranno riconosciuti come rifugiati politici avranno il permesso di soggiorno e potranno cercarsi un lavoro. Diversamente dovranno lasciare l’Italia entro 30 giorni». Ha poi espresso la preoccupazione di parte della comunità: «I profughi, in pratica, sono “parcheggiati” all’ostello. La popolazione non accetta il loro vagabondare e il fatto che siano nullafacenti. Questo mette in difficoltà noi e loro. Anche se, fortunatamente, finora non si sono avuti problemi di ordine pubblico e, socialmente parlando, il loro comportamento è stato corretto».

Il sindaco ha poi riferito della risposta avuta dalla Prefettura: «Non è stata certo entusiasmante – ha detto –. I profughi potrebbero fermarsi dei mesi e, comunque, i tempi non sono prevedibili. Purtroppo ci è stato anche detto che, per legge, non è possibile impiegarli in lavori socialmente utili. Possono solo svolgere volontariato nella struttura che li ospita o tirocini formativi». La mozione (con emendamento) presentata dalla minoranza («non corretta formalmente», secondo il segretario comunale e il sindaco), alla fine, ha ricevuto il sì di tre consiglieri di opposizione, l’astensione della maggioranza e il no di Francesco Belotti (opposizione). Nella mozione, in pratica, si invita il Comune ad allontanare i profughi.

Il documento della maggioranza
La maggioranza, invece, ha approvato un proprio documento («non a norma di legge», secondo Alex Galizzi dell’opposizione, perché non presentato nei tempi) in cui, oltre a ribadire la preoccupazione del paese, «insicuro di poter convivere civilmente con di diversa cultura», si propone l’istituzione di un «gruppo di monitoraggio» (con rappresentanti del Consiglio, di Prefettura, Caritas, ostello e due genitori). Gruppo che dovrebbe affrontare il problema dei profughi. Quindi il documento invita alla collaborazione gli enti preposti e all’impegno affinché i profughi possano essere impiegati in lavori in paese.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di