Pro loco di Piazza Brembana in rosso: si chiude
Piazza Brembana Articolo letto da 110 Utenti - Pubblicato il 2 Aprile 2008Nessun candidato all’assemblea. Associazione sciolta. Non trova ancora sbocchi positivi la crisi della Pro loco di Piazza Brembana. Dopo le dimissioni del consiglio, si è riunita l’assemblea dei soci per l’elezione del nuovo direttivo. Nonostante la considerazione sull’importanza dell’esistenza dell’ufficio in paese, non si sono di fatto espresse candidature per la continuazione dell’attività e nessuno ha manifestato la disponibilità ad assumersi la carica di presidente, viste le evidenti difficoltà finanziarie. Una quindicina erano i soci presenti in sala, su un totale di 60 associati del 2007.
Letizia Rossini, presidente dimissionario, ha illustrato la situazione attuale con un tesseramento finora di una ventina di soci e con i finanziamenti da parte dell’Amministrazione comunale più che dimezzati. L’ufficio di Piazza Brembana registra l’accesso di circa 3.000 persone in un anno - ha detto Rossini - ed è punto di riferimento anche per i turisti dei paesi vicini. Sono convinta che l’ufficio abbia un’importanza indiscutibile, ma non sono disposta a mendicare ulteriormente. Se la Pro loco chiude, non mi sento responsabile di questo. All’assemblea non erano presenti rappresentanti dell’Amministrazione comunale, eccetto alcuni consiglieri della minoranza.
I 2.216 euro inseriti nel bilancio di previsione del Comune - ha ribadito Rossini - non sono sufficienti nemmeno per le spese dell’ufficio e, anche se è stata espressa la volontà di sostenere la Pro loco, le cifre parlano chiaro e la mancanza di garanzie su eventuali incrementi dei contributi ci impedisce una programmazione. L’Amministrazione comunale, che alla fine degli anni ‘90 dava alla Pro loco contributi compresi tra i 15 e i 20 milioni di lire, ha poi ristretto nel tempo le cifre, giungendo allo scorso anno a 5.000 euro e dimezzando ora per il 2008.
Numerosi sono stati gli interventi dell’assemblea, tesi a sollecitare un intervento dall’Amministrazione o gli enti sovraccomunali. Rossini ha comunque ribadito più volte la sua indisponibilità a ricandidarsi. La lunga discussione non ha portato però a nessuna soluzione possibile, se non quella di sospendere l’attività . È doloroso dover chiudere - ha concluso Rossini - dopo che l’esito delle manifestazioni di quest’anno è stato positivo e dopo che si stava lavorando con i Comuni vicini per la stesura di una brochure unitaria per la programmazione estiva.
Monica Gherardi - L’Eco di Bergamo
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