Area edile sequestrata dai carabinieri: poca sicurezza Il titolare: riaperti da tre giorni, stavamo provvedendo. SANTA BRIGIDA - Due cantieri controllati, uno sequestrato e tre persone denunciate. Ieri mattina i carabinieri e l’Asl hanno portato a termine con questi risultati l’ennesimo controllo di prevenzione contro gli infortuni sul lavoro nelle imprese edili della provincia. Il blitz questa volta è scattato a Santa Brigida, in alta Valle Brembana, e ha visto impegnati i militari delle stazioni di Piazza Brembana e San Giovanni Bianco insieme ai tecnici dell’Asl di Bonate Sotto.

Due aree controllate
Sono state due, in particolare, le aree dove i carabinieri e l’Asl hanno concentrato la loro attenzione: in entrambi i casi si tratta di cantieri edili dove sono in corso i lavori per realizzare abitazioni. Nel primo, dove sta lavorando un’impresa di Leffe, sono state rilevate diverse violazioni alla normativa per la prevenzione degli infortuni sul lavoro: infrazioni amministrative e penali che hanno fatto scattare il sequestro preventivo (è un provvedimento temporaneo) dell’area e la denuncia a piede libero del titolare dell’impresa edile, un quarantaquattrenne di Leffe. Ancora da quantificare con precisione, invece, le multe per le infrazioni riscontrate.

Boliviano denunciato
Al lavoro nel cantiere sequestrato ieri c’era anche un operaio boliviano di 23 anni che abita a Bergamo: il giovane aveva un regolare contratto di lavoro con l’azienda, ma si è scoperto che - a quanto pare all’insaputa del titolare - aveva una carta d’identità e un permesso di soggiorno falsi. Anche il giovane, dunque, è stato denunciato a piede libero: a suo carico si ipotizza il reato di uso di atti falsi.

Il Secondo cantiere
Anche nel secondo cantiere ispezionato dai carabinieri e dall’Asl a Santa Brigida sono state rilevate alcune infrazioni alla normativa sulla sicurezza, ma non in quantità tale da far scattare un provvedimento di sequestro. A carico del titolare dell’impresa che sta effettuando i lavori – si tratta di un sessantenne di Piazza Brembana - sono quindi scattate solo una denuncia a piede libero e una sanzione, anche in questo caso ancora da quantificare.

Ci stavamo attrezzando
L’imprenditore di Leffe incaricato dei lavori nel cantiere sotto sequestro nel tardo pomeriggio di ieri si è detto molto amareggiato per il provvedimento e ha spiegato: Non potevamo sapere che i documenti del nostro operaio fossero falsi: ritenevamo che avesse tutte le carte in regola e in buona fede lo abbiamo assunto con un regolare contratto, non abbiamo mai avuto problemi con lui in un anno e mezzo di collaborazione.

Quanto alle presunte irregolarità sulla sicurezza - afferma l’imprenditore –, i lavori al cantiere erano fermi da Natale per la neve e avevamo ricominciato a lavorare da appena tre giorni: ci stavamo attrezzando per poter portare avanti le attività con tutte le misure di sicurezza, ma in soli tre giorni non potevamo fare tutto. In vent’anni di attività non ci siamo mai trovati in una situazione simile, chiariremo al più presto la nostra posizione per riaprire il cantiere.

Emanuele Biava - L’Eco di Bergamo