Sono state circa 400 le persone che, la notte della vigilia di Natale, hanno assistito alla rappresentazione del presepe vivente ad di , giunto alla 16ª edizione. Le ottanta comparse si sono suddivise nella venti stazioni realizzate, ognuna delle quali rappresentava un quadro capace di riportare gli spettatori indietro con la memoria.

Quest’anno è stato rappresentato anche il lavoro di un muratore, come avveniva una volta, con carrucola, scalpellino che picchiettava i sassi da utilizzare nella costruzione delle case e poi c’era un apicoltore che costruiva manualmente le arnie per le api. Sono stati riproposti mestieri come la lavorazione della lana, il falegname, il boscaiolo, il fabbro, il calzolaio, allevatori e pastori. A interpretare il Bambino, la cui nascita viene rappresentata dentro una stalla adattata, è stato il piccolo Giacomo Persico, nato lo scorso luglio. E nel ruolo di Giuseppe e Maria c’erano i genitori, Marco Persico e Laura Vanalli. Nel corso della Messa di Natale, il parroco don Stefano Pellegrini ha ringraziato gli organizzatori e le comparse per la rappresentazione.

L’Eco di Bergamo