San Giovanni Bianco – Continua il potenziamento del Pronto soccorso dell’ospedale di . Ieri mattina sono state presentate due nuove apparecchiature, dono della Banca di credito cooperativo di e , che entreranno a far parte dei presidi utilizzati quotidianamente nel Pronto soccorso dell’ospedale brembano. Si tratta di due monitor multiparametrici, di cui uno dotato di stampante, i quali contribuiranno a migliorare le prestazioni del reparto, di cui è responsabile la dottoressa Palmira Giudici, che ha presentato le strumentazioni: «Queste prestigiose apparecchiature di nuova generazione – ha detto – contribuiranno a ridurre i tempi necessari a definire il quadro diagnostico-terapeutico dei pazienti perché consentono di rilevare automaticamente la pressione arteriosa, l’ossigenazione dei e la frequenza cardiaca, che vengono visualizzati su display, e inoltre il tracciato dell’elettrocardiogramma con stampa dei parametri. Si tratta di migliorie che saranno di grande utilità in vista dell’apertura dell’area “triage” che verrà fatta a breve nel reparto, adeguandoci così agli altri pronto soccorso».

«Siamo grati alla banca di questa vicinanza all’ospedale di San Giovanni Bianco – ha detto Cesare Ercole, direttore generale dell’azienda ospedaliera di – anche se nei mesi scorsi qualcuno ha detto che i pazienti se ne vanno dalla nostra struttura. Al contrario affermo che in questi anni abbiamo avuto un aumento dei pazienti e dei ricoveri totali, questo a dimostrazione che l’ospedale c’è ed è vivo, supportato da professionisti che danno il loro importante contributo».

«Siamo molto contenti di poter continuare la collaborazione con San Giovanni Bianco nata negli anni scorsi – ha detto Stefano Salvi, dell’istituto bancario – e speriamo di poterla potenziare. Siamo convinti che l’ospedale di San Giovanni Bianco sia vivo e che sappia offrire servizi sempre più importanti». Alla cerimonia erano presenti anche il presidente della , il comandante della compagnia di Filippo Bentivogli e il cappellano monsignor Giuseppe Vavassori.

L’Eco di