Valle – La voglia di affrontare il futuro rimanendo ad abitare in valle c’è, soprattutto per non allontanarsi da amici e famiglia. Ma poi questo desiderio deve fare i conti con la realtà: e la realtà è la mancanza di lavoro. La «fotografia» degli adolescenti della è quella tratteggiata da un questionario a cui hanno risposto 481 studenti degli ultimi due anni dell’ di (68%), del Centro di formazione professionale di (23%) e dell’ di San (9%).

Ricerca per uno studio europeo
Il sondaggio è stato realizzato dall’Istituto di ricerca sulle aree alpine (Irealp) della , nell’ambito dello studio europeo sullo spopolamento in corso su sei aree del vecchio continente, tra cui, appunto, la Valle Brembana, e presentato nei giorni scorsi nella sede della . Dall’indagine emerge che, complessivamente, più della metà degli intervistati (50,9%), dopo la scuola superiore, non proseguirà gli studi all’Università preferendo cercare subito un lavoro. Con una differenza, più che ovvia, tra Alberghiero (76%) centro di formazione professionale (70%) e istituto Turoldo, dove ci sono anche licei, geometri, ragioneri (43%). E, nell’ambito della ricerca europea, la Valle Brembana, tra le sei aree prese in esame, risulta quella col livello di istruzione più basso: la percentuale di diplomati e laureati è inferiore anche alla media lombarda, tra i punti di debolezza si cita poi la scarsa conoscenza delle lingue straniere e la poca propensione alla formazione permanente per il turismo. Emerge poi l’attaccamento di buona parte dei ragazzi (il 55%) alla propria terra col desiderio di restare a vivere in valle (solo il 16% dice di no, il 29% non sa), e tra i motivi c’è innanzitutto la volontà di restare vicino a famiglia e amici (67%).

Si apprezza la vita semplice
«I giovani della valle amano il proprio territorio – dicono Lisa Garbellini e Massimo Bardea di Irealp che hanno elaborato i dati – anche se l’offerta occupazionale, specie per le figure professionali più qualificate, scarseggia. Una situazione che scoraggia i giovani nella scelta di proseguire gli studi». Il desiderio di restare in valle, quindi, si scontra con i motivi per cui i ragazzi dicono di doverse e andare: per il 42% è la mancanza di lavoro, per il 14% le scarse opportunità dove trascorrere il tempo libero e per il 14% un «contesto sociale troppo invadente» (realtà troppo piccole, dove tutti sanno di tutti). Infine la caratteristica che gli studenti interpellati apprezzano di più della valle sembra essere la possibilità di una vita semplice e tranquilla (quasi 350 preferenze).

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di