Santa Brigida e Cusio hanno sfidato il freddo e la pioggia a suon di campanacci: bambini, ragazzi e adulti hanno fatto risuonare per le vie dei due paesi i tradizionali strumenti del mondo contadino per la festa della «Pisa ègia». Durante le manifestazioni, infatti, la pioggia è scesa incessante ma un centinaio di persone, provenienti anche dai paesi vicini, legandosi ai fianchi i «ciocc», hanno rallegrato le vie dei due paesi la vigilia dell’Epifania.

A Santa Brigida, i campanacci a festa hanno suonato attorno al falò acceso al campo sportivo. Da lì, un corteo si è snodato per le vie del paese, raggiungendo le contrade Monticello e Foppa. Durante la sfilata, i campanacci hanno sostato all’ingresso di ogni bar e ristorante del paese: la tradizione a Santa Brigida, infatti, vuole che i commercianti offrano ristoro al corteo in festa. La manifestazione si è conclusa nella sala polivalente con una cena. Rito della «Pisa ègia» anche a Cusio, dove altri 50 campanacci a festa hanno risuonato per le vie del paese.

La manifestazione è iniziata in località Roncài, nelle vicinanze del Colle della Maddalena, ed è discesa verso la contrada Castello per poi raggiungere la piazza. Il corteo di campanacci a festa, durato quasi due ore, ha poi proseguito lungo via Roma e ha raggiunto il campo sportivo per la cena. La manifestazione, che si rinnova da alcuni anni in entrambi i paesi, ricorda un avvenimento storico del 1600: i governatori della Valsassina volevano imporre agli abitanti delle Valli Stabina e Averara una nuova unità di misura per il peso delle merci, ma i commercianti riuscirono a fare in modo che venisse mantenuta la vecchia unità di misura, appunto la «Pisa ègia». I valligiani fecero quindi festa suonando i campanacci del bestiame.

Eleonora Arizzi - L’Eco di Bergamo