Piazzatorre – «Al paese non sarebbe mai stata tolta acqua pubblica». Così l’ex sindaco di Federica Arioli risponde agli appunti fatti recentemente dal vicesindaco attuale Mario Arioli sui progetti di due centraline idroelettriche previste dalla precedente amministrazione ma poi bocciati. «Innanzitutto il progetto presentato dall’ingegner Gianpaolo Graffagnino – spiega Federica Arioli – non ha comportato alcuna spesa a carico del Comune e prendeva in considerazione le diverse criticità e necessità del sistema idrico dell’intero territorio comunale. Quindi mai si sarebbe sottratta acqua di pubblica utilità, così come evidenziato nell’articolo 2 della convenzione discussa dal precedente Consiglio comunale. In merito all’opinione del vicesindaco circa l’esigua percentuale di royalty prevista, mi preme ricordare che il progetto è da analizzare nella sua complessità, non nei soli dettagli che fanno comodo.

Al Comune era garantito un introito minimo pari a 5.000 euro l’anno, anche in caso di produzione nulla; la società si sarebbe fatta carico in toto delle opere di captazione e della realizzazione di un impianto di debatterizzazione, con conseguente incremento della quantità e della qualità dell’acqua a servizio della comunità; la società stessa avrebbe realizzato un sistema di conversione per cui l’acqua dopo esser stata utilizzata per produrre corrente, nonché convogliata nel bacino e resa potabile dal sistema di debatterizzazione, avrebbe potuto essere riportata in quota a servizio dell’impianto di innevamento».
«Tutto ciò premesso – continua l’ex sindaco – si evidenzia come le dichiarazioni parziali e inesatte dell’attuale vicesindaco screditino in maniera errata e gratuita l’operato dell’Amministrazione da me presieduta. Mi permetto di sottolineare che il vicesindaco fa riferimento a delle problematiche che all’epoca aveva ritenuto di non condividere, pur avendone l’opportunità: nonostante fosse stato eletto, infatti, ha preferito dare le dimissioni e non sedersi in consiglio come minoranza, cosa che invece sindaco e vicesindaco uscenti stanno con costanza facendo. Purtroppo però, un dato è veritiero: il primo progetto è stato bocciato dal Consiglio nel novembre 2007. Se si fosse soppesata in maniera più circostanziata la proposta, che prevedeva la realizzazione degli interventi entro 36 mesi dalla sottoscrizione della convenzione, appare evidente che a conti fatti per la prossima stagione invernale il comparto avrebbe potuto usufruire della disponibilità idrica necessaria per l’innevamento artificiale delle ».

L’Eco di Bergamo