Valtorta – Tanta ma poca acqua. È successo sabato scorso ai , località sciistica del Lecchese raggiungibile anche da . Probabilmente l’alto afflusso di sciatori (circa 7.500) ha creato problemi di approvvigionamento idrico, lasciando a secco, per circa sette ore, bar, rifugi e ristoranti della . Con forti disagi per gli sportivi e danni economici per gli operatori. Una mancanza d’acqua, peraltro, verificatasi anche una settimana prima. E subito è scattata la ricerca di un colpevole. L’acquedotto dei è gestito dal 1° gennaio scorso dalla società Idrolario e non più direttamente dal Comune di , proprietario dell’impianto.

«Un accordo informale tra i comuni di Barzio e Valtorta – aveva dichiarato sabato, al quotidiano “La Provincia di Lecco”, il presidente di Idrolario Ermanno Buzzi – prevede che quando i Piani di Bobbio hanno problemi di rifornimento idrico l’acqua sia pompata nei serbatoi dalla Valtorta. Questa volta non è avvenuto». Ieri, poi, Idrolario ha cambiato versione, mettendo sotto accusa il Comune di Barzio, reo di non aver informato la società di gestione dei rapporti con Valtorta e della reale situazione. Un mezzo pasticcio, insomma. Il sindaco di Barzio, invece, ribatte che «la problematicità» dell’acquedotto di Bobbio era stata comunicata a Idrolario.
«Da Valtorta non c’è alcun acquedotto che sale ai Piani di Bobbio – è la secca replica del sindaco di Valtorta – e non c’è alcuna convenzione tra i due comuni. Sabato, quando si è verificata l’emergenza, nessuno mi ha chiamato per dirmi di quanto stava succedendo. Il Comune di Barzio, evidentemente, non ha informato adeguatamente la società che ha preso in gestione l’acquedotto da gennaio».

L’unica acqua esistente sul territorio di Valtorta è quella di un laghetto artificiale utilizzata dall’Itb («Industrie turistiche barziesi» che gestiscono gli impianti di risalita) per l’innevamento artificiale, ma non è potabile.
«Valtorta non poteva e non può dare acqua potabile ai Piani di Bobbio perché non c’è alcun collegamento – precisa Massimo Fossati, amministratore delegato di Itb –. Il vero problema è l’acquedotto di Barzio ormai sottodimensionato per l’afflusso di sciatori ai Piani di Bobbio. Quando arriviamo ad avere 8.000 persone, magari in un periodo freddo e siccitoso, i consumi aumentano e l’acquedotto inevitabilmente si svuota».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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