Fossero attrici, sarebbero eclettiche. Perché le abbiamo viste davvero dappertutto, a fianco di Totò come di Sarah Jessica Parker, passando per Woody Allen. Di certo sono paparazzatissime: una, tabloid confermano, stava di recente a cena con Clooney e la Canalis. Stiamo parlando delle bottiglie di acqua San Pellegrino: loro sì che sanno davvero arrivare ovunque. E adesso ci porteranno pure le (altre) perle della .

Messaggio in bottiglia
Orobicissime ma internazionali, distribuite in 120 Paesi del mondo, le bottiglie stanno al centro di un accordo «glocal» che mette sul tandem e società che distribuisce il frutto delle sorgenti . Applicazione ipertecnologica del concetto ipersemplice del messaggio in bottiglia, l’operazione viaggia tutta sull’etichetta. Come? Oltre all’area di provenienza «nomen omen» parleranno le immagini. Sul retro di ogni bottiglia sarà infatti stampato un «Qr code», un codice a barre che permetterà di scaricare sul cellulare un filmato. Ovunque arrivi la bottiglia «barrata», arriveranno così le nostre valli, i castelli della Bassa, i laghi, Città Alta. Immagini, un testo semplice (in inglese per l’estero), con un rimando finale al portale turistico della Provincia.

Il progetto è appena nato. Galeotto l’incontro dedicato alla dicitura «Bergamo» sulle etichette. Sollecitato dall’assessore regionale Daniele Belotti, ha visto al tavolo anche spa e l’assessore al Turismo della Provincia, Giorgio Bonassoli. Proprio Via Tasso in precedenza aveva avviato contatti sulla questione multimediale. «La Provincia aveva sviluppato il Qr code in un paio di occasioni l’anno scorso, sempre per il turismo – chiosa Bonassoli –. Ci siamo detti: quale mezzo migliore di queste bottiglie per arrivare nel mondo? Così all’incontro ho presentato una sorta di prova del Qr, una bottiglia su cui avevamo messo il codice di un’altra nostra iniziativa». Ed è stato un centro. Dalla hanno detto sì. Oltre che il «made in» (ne parliamo nell’articolo qui sotto), si è quindi approfondita l’idea del codice. «Da sempre – conferma Fabio Degli Esposti, direttore international business unit del Gruppo – valorizziamo il lato idrogeologico di questo territorio così speciale, che origina la nostra acqua. Per la prima volta, adesso, la sinergia valorizza anche il contesto storico-culturale e turistico. È una bella idea, crediamo in una sinergia che sarà sempre più forte. Non avevamo pensato al Qr. Ottimo stimolo». Quindi, si parte. I costi saranno a carico della società, che sta realizzando il filmato, in affiancamento con la Provincia per i contenuti. Nota bene: la San Pellegrino sarà una delle prime bottiglie «multimediali» in commercio.

Usa, si parte
Dopo un inquadramento territoriale e geografico della Bergamasca e dell’, nel film ci sarà un focus storico-culturale sulla San Pellegrino di oggi e di domani. Poi spazio alle , al Sebino, a Città Alta, a perle come Crespi d’Adda o i castelli colleoneschi. Per capire la portata dell’operazione, snoccioliamo qualche numero: la San Pellegrino tocca l’alta ristorazione di 120 Paesi. Cento milioni di bottiglie l’anno vengono distribuite in Italia, 600 milioni all’estero. «Il 25-30% dell’export è negli Stati Uniti, partiremo proprio da lì – dice Degli Esposti –. La stampa sulle etichette sarà per gradi». Il filmato sarà ultimato entro febbraio. La prima bottiglia sul mercato Usa con il codice? «Puntiamo all’estate 2011». Piena stagione turistica, quindi. Le bottiglie-ambasciatrici riporteranno qui turisti? Lo vedremo poi. Certo è che il viaggio delle perle comincia. E sarà un vero giro del mondo.

Anna Gandolfi – L’Eco di Bergamo

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