manifesto termePercassi: faremo le terme più belle del mondo
«La sfida è nata da una provocazione del presidente della Provincia». Obiettivo: un prodotto di lusso

L’impresa di Antonio Percassi questa volta parte da un bicchiere d’acqua. Ma non di una minerale qualsiasi. Trattasi della Sanpellegrino, «uno dei marchi italiani più belli e conosciuti al mondo, distribuito in 120 Paesi e presente sui tavoli dei più prestigiosi ristoranti e alberghi internazionali, da Mauritius alle Maldive, dall’America all’India, dal Giappone alla Russia, dalla Francia alla Cina. Ma chi si immagina che dietro a una dei 500 milioni di bottiglie in circolazione ogni anno ci siano il casinò e le terme di un paese della provincia di Bergamo?». L’obiettivo allora è proprio questo: fare di una bottiglia di minerale il miglior biglietto da visita per un intero territorio. La nuova sfida dell’imprenditore clusonese è far volare l’immaginazione di businessman e turisti senza confini, portandoli dritti dritti nel centro termale della Valle Brembana. «Dove, dal 2009, potranno trovare strutture di altissimo livello, le terme più belle del mondo, hotel cinque stelle, una galleria per lo shopping, un prodotto di lusso capace di diventare punto d’attrazione su scala mondiale, in una locazione ideale: a venti minuti dal golf dell’Albenza e dagli impianti di sci, in collegamento con l’aeroporto di Orio al Serio».

Percassi non si stanca di ripetere la parola «mondo», la usa e la riusa con disinvoltura, ripercorrendo da dove è partita l’operazione San Pellegrino Terme. E l’entusiasmo non viene scalfito nemmeno quando si tocca il tasto viabilità. «Certo, per far sì che il sistema decolli tutto dovrà funzionare alla perfezione. In particolare, un aspetto non di nostra competenza, ma di fondamentale importanza per il successo dell’operazione, sono gli interventi sulla viabilità. Peraltro l’amministrazione provinciale, con il contributo della Regione, si sta già muovendo positivamente su questo fronte». Percassi riconferma così il feeling con via Tasso. Il rilancio di San Pellegrino cammina infatti su un doppio binario. Il primo è quello di un marchio-traino. «Il marchio Sanpellegrino, grazie a Nestlè - spiega Pecassi - ha fatto il giro del mondo, con potenzialità di crescita ancora maggiori. Partendo da questo nome notevole, ci sono tutti i requisiti per rilanciare le strutture del paese e dell’intera valle». Non per niente si vuole trovare un’intesa con il gruppo Nestlè per studiare insieme il marketing dell’iniziativa: «L’obiettivo è portare il nostro messaggio con i loro milioni di bottiglie che finiscono sui più bei tavoli del mondo».

 La seconda rotaia è quella dell’ottimo rapporto con le istituzioni. Percassi ricorda infatti l’incontro da cui è scoccata l’idea: «Era circa due anni fa. Dovevo vedere il presidente della Provincia Valerio Bettoni per parlare di tutt’altro. Invece lui, provocatorio, mi ha chiesto di analizzare il rilancio di San Pellegrino. Ho reagito d’istinto e ho detto sì. Si può dire che tutto nasca proprio da Bettoni». Sono quindi iniziati i confronti con le diverse amministrazioni coinvolte (Regione, Provincia e Comune), «che hanno dimostrato da subito di voler lavorare in modo serio, con grande puntualità e professionalità». Per Percassi non c’è dubbio: quello di San Pellegrino è un gran bell’esempio di incontro felice tra politica e imprenditoria. «Magari il sistema politico funzionasse sempre così. Nelle istituzioni abbiamo trovato disponibilità e capacità operativa, hanno offerto quella guida e quell’indirizzo fondamentali per l’operatore privato. La coesione e il coordinamento tra le tre amministrazioni hanno dimostrato che si possono fare interventi importanti, pur con le difficoltà del caso». Il progetto è impegnativo e oneroso, ma Percassi è abituato a mettersi alla prova. «È un’operazione sui generis - sostiene - dove il ritorno finanziario c’è ma non è la priorità. Qui ci giochiamo soprattutto il prestigio del Gruppo nella capacità di risolvere problemi e attrarre risorse. Ci crediamo molto, stiamo pensando in grande e quindi siamo pronti a rischiare».

Dopo due anni di lavoro, quindi, ieri è arrivata la firma dell’accordo di programma. «Ora non resta che premere l’acceleratore sull’iter progettuale e fare il giro del mondo per portare a San Pellegrino Terme un cambio epocale. L’ispirazione del progetto arriva dal posto dove si genera - spiega Percassi - Terremo conto del particolare contesto ambientale in cui si sviluppa e delle architetture storiche esistenti, utilizzeremo materiali locali». Ma lo sguardo va lontano. «Ci piace l’internazionalizzazione, affideremo l’incarico a due architetti di fama mondiale. L’obiettivo è portare il mondo in quella che diventerà un’oasi per la Bergamasca». Anche nella prospettiva di garantire un futuro alla Valle Brembana. «Il progetto - fa notare infatti l’imprenditore - creerà direttamente o indirettamente migliaia di posti di lavoro. È un passo decisivo per portare una nuova industria in Valle Brembana: quella turistica. Una nuova chance per i giovani, vista la delocalizzazione delle imprese manufatturiere, e un’opportunità per farli dialogare col mondo». 

Tratto da L’eco di Bergamo del 31 gennaio 2007