Zogno – Sarà un edificio a zero emissioni di Co2 e totalmente autonomo dal punto di vista energetico: con pannelli fotovoltaici e geotermia, coibentato, a soffitto, pompa di calore (per aumentare la temperatura dell’acqua), tetto ventilato, vasca per la raccolta delle acque piovane e stufa a legna. E costruito con materiale locale: marmo arabescato orobico, ardesia, legname e ciottoli di fiume. Saranno queste la caratteristiche della «Green house» della , un edificio «verde», a emissioni zero, che coniuga naturalità, risparmio energetico e tecnologia avanzatissima. Progettata dell’architetto Pierluigi Carminati di , la «Green house» rientra nel più ampio «Covenant of mayor» (il patto dei sindaci), ovvero l’iniziativa europea volta alla riduzione dei gas a effetto serra, al risparmio energetico e all’incremento delle energie rinnovabili. La sua realizzazione costerà circa un milione e mezzo di euro (appaltati alla Sigeco di Brugherio), con finanziamento regionale, del Bim e della . Sarà ricavata nell’attuale palazzina ex Falck di (all’ingresso del paese per chi proviene da ), già di proprietà della che ha ospitato la Forestale, il Gruppo di azione locale della valle (Gal) e, fino a due anni fa, una postazione della di San .

«Ad agosto i lavori dovrebbero iniziare – spiega il presidente della Comunità montana, Alberto Mazzoleni – e concludersi nell’arco di un anno. È il primo progetto che verrà realizzato nell’ambito del patto dei sindaci. A piano terra uffici e una sala polivalente della Comunità montana, al primo il centro formativo sulle energie rinnovabili, il secondo sarà affittato alla società che poi gestirà lo sviluppo dei piani energetici dei 38 Comuni della Valle Brembana. E la casa sarà aperta ai visitatori, come edificio dimostrativo sulle energie rinnovabili». Il progetto prevede l’utilizzo di ampie vetrate sul lato sud e ovest con serramenti in abete a triplo vetro, oscuramento con lamelle in legno esterno e tende interne orientabili. Sul lato nord-est è prevista una facciata rivestita con lastre in ardesia scura, in modo da trattenere il caldo in inverno. «L’obiettivo è stato anche quello di realizzare un edificio altamente innovativo, un prototipo completo – aveva spiegato Carminati alla presentazione del progetto – con un’alta valenza dimostrativa anche dal punto di vista architettonico: spazi luminosi, strutture leggere, trasparenze in facciata saranno pertanto solo alcuni degli elementi fondamentali che caratterizzano il progetto».

L’Eco di Bergamo