pass-AreraOltre il Colle – Arrivare con l’auto fino a 1.600 metri, fra tornanti e una pendenza media del 12%, arrivare in cima e poter parcheggiare comodamente per poi iniziare la camminata in . All’ingresso del piazzale si paga il biglietto? Giusto: sono molti i turisti che, venuti ai piedi dell’Arera in auto, la pensano così. Ma non tutti hanno voglia di sborsare quattro euro per il parcheggio. E allora che fanno? Protestano, girano l’auto e magari la posteggiano lungo la strada, dove è vietato, rischiando la multa.

La domenica 50 auto Nel fine settimana sono un’ottantina le auto che, al giorno, salgono fin lassù. Domenica cinquanta hanno comprato il ticket in quota direttamente dall’addetto del parcheggio mentre una trentina lo hanno acquistato negli esercizi commerciali di . Nel pomeriggio c’erano quasi 40 auto in uno spiazzo prima del tratto che porta al , in una zona in cui è permesso lasciarle. Diverso il discorso per quelle sistemate vicino ai tornanti o sul ciglio della strada. Nel primo pomeriggio erano una quindicina ma c’è chi assicura che in tarda mattinata fossero di più. Il parcheggio a pagamento trova la maggior parte dei turisti d’accordo: va bene, purché i soldi vengano utilizzati per la montagna. Così la pensa Gabriele Zambelli, 35 anni, di Brignano: «La tariffa è ok a patto che serva per sistemare la strada o aiutare il rifugio. In fondo il Comune offre un servizio e mantenerlo ha dei costi. Mi riferisco, peresempio, ai disagi che può creare l’inverno». Per Zambelli chi viene in giornata «non penso abbia problemi a pagare quattro euro». «Secondo me non sono nemmeno molti – confessa Cosmin Murarasu, 28 anni di Comazzo (Lodi) – il Comune ha delle spese da sostenere per dare questo servizio».

D’accordo Maria Avogadri, 70 anni di Calvenzano: «Sono a favore se questi soldi sono impiegati per migliorare, in generale, la montagna. Ecco, non ci sono solo i lavori per la strada ma anche quelli per i prati e i boschi». «Via gli in disuso» E dal gruppo di cui fa parte, composto da quattro soci Cai, un suggerimento: «Potrebbero usarli per abbattere gli sciistici, ora abbandonati e in disuso, che rendono questo posto sicuramente meno bello di una volta». Al di là del prezzo giornaliero, l’amministrazione comunale ha messo a disposizione un ticket mensile così suddiviso: 20 euro il costo per i residenti e 50 per i turisti. Una sproporzione che ai più sembra ingiustificata, anche se nessuno si pone il problema perché l’acquisto del mensile è cosa per pochi. «Sono seianni che vengo qui – dice Paolo Rocchè, 44 anni, di Vigevano – e a ogni stagione salgo all’Arera cinque o sei volte. Comprare il mensile non mi conviene. Cinquanta euro sono tanti. Sono a favore del ticket ma la tariffa di quattro euro è un po’ alta. C’è il rischio che disincentivi». Anche per Matteo Pantini, 43 anni, di Bagnatica, «quattro euro non sono pochi. Si potrebbero introdurre delle differenze in base all’orario di arrivo». «Qualcuno mi dice che è troppo caro – racconta Alfredo Maurizio, il custode del parcheggio – e una decina di auto sono tornate indietro.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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