Erano le 8 del 28 ottobre 1986, una fredda mattina autunnale e Lorenzo Patti, allora 52 anni, di San Pellegrino con la sua fedele macchina fotografica era salito anche se a fatica sulla del campanile della chiesa parrocchiale per scattare da quell’altezza una panoramica. Il cielo era limpido e terso, l’anima fredda e pungente. Lorenzo teneva l’obiettivo rivolto verso il centro del paese, quando perse i sensi, all’improvviso svenne e cadde accanto alle campane, con la sua macchina fotografica stretta tra le mani. Era stato colto da un ictus. Si riprenderà all’ospedale grazie all’aiuto del figlio Antonino che aveva voluto accompagnarlo ed era salito con lui, quasi fosse stato spinto da un presentimento. Da allora Lorenzo, che oggi ha 75 anni, aiutato dall’amore dei figli e dalle premure e cure assidue della moglie Giancarla si riprese e anche se il recupero avvenne, abbandonò per sempre la sua attività di fotografo, iniziata a soli 18 anni, nel negozio vicino alla chiesa, e proseguita con la stessa passione e professionalità nel negozio dei portici Colleoni per circa mezzo secolo.

«La sua vita – racconta la moglie – è stata segnata da quell’evento, tuttavia Lorenzo con volontà e tenacia, ha cercato in tutti i modi di combattere l’inerzia degli arti adoperandosi nel suo studiolo a ripercorrere, attraverso il ricordo delle migliaia di foto scattate in 40 anni, la vita di San e della , chiamato sia per eventi felici o dolorosi, per feste tradizionali o immortalare paesaggi, luoghi e personaggi che costituiscono un prezioso documento storico di grande valore».

L’Eco di