Passo San Marco Impianto in Valtellina, vertice sul progetto Valle Brembana: dubbi sull’impatto ambientale. Alta valle brembana «Mulini a vento» sul passo San Marco come in Danimarca o in Spagna. Dalle parole ai fatti il passo potrebbe essere breve. Si è iniziato a parlarne più di un anno fa, e ora si arriva a un momento clou, con l’apertura della Conferenza dei servizi, a Sondrio. Il parco eolico ricade interamente in territorio valtellinese (nei comuni di Albaredo e Bema), ma l’impatto paesaggistico riguarda anche il versante della Valle Brembana. Provincia e Parco delle Orobie bergamasche sono invitati a esprimere un parere, non vincolante, ma comunque di peso, nelle decisioni. Se via Tasso non si sbilancia (la pratica è in corso), netta la presa di posizione dell’ente che si occupa della salvaguardia delle Orobie. Il presidente Franco Grassi ha comunicato la contrarietà al progetto, che riguarda una Zona a protezione speciale (Zps). Il Passo è già malconcio, ci mancano solo le pale. Dalla Valle Brembana non le vogliamo vedere», dice.

Impianto alto 85 metri
In discussione, c’è l’impatto che i sei aerogeneratori (previsti per produrre energia elettrica sfruttando la forza del vento) avrebbero sul contesto montano. Il piano presentato dalla società «Centuria srl» di Milano conta infatti sei pali di 55 metri di altezza, a cui bisogna aggiungere il rotore con pale di diametro di 60 metri, portando così l’elevatura sugli 85 metri. Le «torri» - che avranno una potenza di 800 kilowattora ciascuna - sorgeranno al Passo San Marco sugli alpeggi al confine tra Bergamo e Sondrio, in una zona particolarmente ventosa. Gli anemometri installati dalla società per misurare il vento hanno registrato una velocità media che supera i 5-6 metri al secondo, per un monte ore annuo di oltre duemila. L’impianto ricadrà sul territorio valtellinese, ma gli enti bergamaschi stanno comunque valutando attentamente le ricadute.

Pale eoliche in Valle Brembana

Oggi verrà presentato il progetto preliminare del parco eolico, e si raccoglieranno indicazioni degli enti interessati. Se la Provincia di Sondrio (cui spetta l’istruttoria) e i Comuni valtellinesi guardano già con favore alla «centrale» en plein air (la procedura è iniziata prima dell’istituzione delle Zps, sostengono), più cauto il fronte orobico. «Alla Provincia di Bergamo - spiega l’assessore all’Ambiente Alessandra Salvi - è richiesto un parere dentro la procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica). Ma la competenza non è nostra: l’impianto ricade sul territorio di Sondrio. La pratica è in corso, oggi si prenderà visione del progetto preliminare e poi si faranno le conseguenti osservazioni sugli aspetti paesaggistico-ambientali. La stessa Provincia di Bergamo (tramite la società Mistral) ha del resto esportato nel Foggiano un parco eolico, convinta dell’importanza delle fonti rinnovabili nella produzione di energia.

il parco è scettico
Chi invece sembra avere già le idee chiare è il Parco delle Orobie bergamasche, che in sede di Conferenza dei servizi rappresenterà anche i Comuni brembani «confinanti» con le pale eoliche, e ha già fatto presente con una lettera la sua contrarietà. Stiamo facendo di tutto per sistemare il Passo - spiega il presidente Grassi -. Abbiamo investito 100 mila euro nella via Mercatorum e Priula, stiamo prendendo contatti con le società elettriche per sistemare i tralicci migliorandone l’impatto estetico. Che non ci si mettano anche le pale eoliche. Si continua a pasticciare sui belvedere montani, quando esistono 300 chilometri di argini del Po dove un’infilata di pali eolici non darebbe fastidio a nessuno».

Anche se i «colleghi» non la pensano così. A suo tempo il presidente del Parco delle Orobie valtellinesi Walter Raschetti aveva dichiarato: «I tralicci dell’alta tensione sono ben peggiori delle pale eoliche. E i Comuni bergamaschi? Per ora stanno a guardare. Il versante bergamasco del Passo San Marco è amministrativamente diviso in due: la zona Ovest (dove c’è la storica Cantoniera di San Marco, di proprietà della Provincia) è territorio di Averara; quella Est (dove c’è il nuovo rifugio San Marco 2000) è di Mezzoldo. «Noi non possiamo intervenire o fare nulla - spiega Angelo Cassi, sindaco di Averara -. Siamo rappresentati dal Parco delle Orobie, e ci adegueremo alle sue istanze. Ha già dato un parere negativo all’installazione del parco eolico.

Il primo cittadino di Mezzoldo, Raimondo Balicco conferma: Il nostro territorio non è direttamente interessato da quest’opera, quindi non abbiamo competenze specifiche. Il parere ambientale lo darà il Parco delle Orobie». Per ora nessun contatto tra la società proponente e i Comuni bergamaschi. In passato, infatti, si era parlato della possibilità di estendere le torri anche sul versante brembano. Ma per ora, se il progetto decolla, è solo valtellinese.

Benedetta Ravizza - L’Eco di Bergamo

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