Si fermano le eliche al San Marco. Il progetto è stato sospeso. Almeno per i quattro pali alti 90 metri per una potenza complessiva di circa sei megawatt previste dal progetto dell’impianto fra Bema e Albaredo studiato dalla società Centuria di Milano. Lo stop è arrivato ieri dalla conferenza di servizi che si è tenuta a Sondrio, dalla quale è emerso il diniego paesaggistico al parco così come pensato dalla società milanese Centuria. A dare lo stop (si ritorna al tavolo fra due mesi, con l’indicazione per i privati di ridimensionare il piano) la Provincia di Sondrio, competente per territorio. Ma al tavolo pure i bergamaschi non le hanno mandate a dire: «Siamo da sempre contrari a questo intervento – spiega l’assessore all’Ambiente di Via , Pietro Romanò –, perché comporta problematiche ambientali e paesaggistiche rilevanti. Preciso che siamo favorevoli alle energie sostenibili, ma non possono essere, come in questo caso, il motivo per creare problemi all’ambiente».

E ieri è emersa una nuova criticità: «Il progetto che ci è stato sottoposto non solo non era ridotto nelle dimensioni ma presentava anche un capannone alto nove metri di cui prima non si era parlato». Per Romanò, al tavolo insieme al sindaco di Averara Angelo Cassi che ha espresso altrettanta perplessità, «va considerata l’opinione negativa della Regione. Noi abbiamo fatto presente il nostro “no” netto, ma purtroppo il nostro è soltanto un parere e la competenza di Sondrio, dato che le pale sono su quel territorio». Dal canto suo, il presidente della Provincia Ettore Pirovano ha assicurato che «continueremo a tenere monitorato l’iter del progetto, a cui siamo, lo ribadisco, contrari».

Il piano, al momento, è quindi costretto incassare una pesante battuta d’arresto. E se sembrava che proprio Centuria ieri fosse pronta a presentare un progetto ridimensionato, come annunciato dagli enti locali valtellinesi (quattro anziché sei pale e non più alte di 50 metri), il dietrofront sulla riduzione ha bloccato tutto.
Oltre alla Provincia di Sondrio e a quella di si sono espressi negativamente sull’ dei quattro aerogeneratori (in un primo tempo dovevano essere sei), il e quello valtellinese e il sindaco di Averara che, a nome di altri 30 Comuni orobici, ha anche presentato una raccolta firme che esprime il dissenso all’opera. Ora sembrerebbe tutto da rifare. Le decisioni della conferenza sono state perentorie: o la Centuria presenta alternative progettuali che prevedono compensazioni ambientali idonee al territorio – come ad esempio la riduzione del numero o dimensioni delle pale o la riduzione della produzione energetica – oppure l’intera partita finisce nelle mani del presidente della Regione. Entro 60 giorni. Trascorso questo termine la conferenza di servizi si riunirà di nuovo per esprimersi sulle eventuali modifiche prodotte.

Nel caso in cui, invece, la società non portasse alcuna novità gli atti saranno trasmessi al Pirellone. Nel frattempo, la conferenza di ieri ha raccolto il via libera urbanistico dei Comuni di Albaredo e Bema (su cui sorgeranno le pale) e del parco delle valtellinesi. Le ragioni del «no» degli Enti sono le stesse che hanno sollevato gli ambientalisti. Qui c’è una zona di protezione speciale (la Zps), l’impatto diretto, i vortici, il rumore, sarebbero troppo levati per l’avifauna. Sul versante del sono inoltre in vigore dal 2003 i vincoli europei di Rete Natura 2000; in particolare, in questa area si estendono il Sito di importanza Comunitaria e Valmoresca e Zps delle Orobie bergamasche.

Anna Gandolfi – Sabrina Ghelfi – L’Eco di Bergamo

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