«Ok alle energie alternative, ma servono impianti meno invasivi». Alta – Continua a far discutere il progetto di un parco a energia eolica sul versante valtellinese del passo San Marco. Parco che dovrebbe essere realizzato dalla società Centuria di , presumibilmente l’estate prossima. Sul parco che, finora ha trovato favorevoli gli enti pubblici valtellinesi (competenti essendo le pale previste sul territorio di Sondrio) e contrari quelli confinanti bergamaschi (il cui parere non è vincolante) interviene il coordinatore provinciale del Popolo delle libertà e consigliere regionale Carlo Saffioti: «Nutro qualche perplessità sul progetto del parco al passo San Marco. Trovo inopportuno deturpare parti importanti e significative del territorio locale e nazionale con l’obiettivo di posizionare delle pale eoliche che da una parte sono antiestetiche e dall’altra non garantiscono una continuità sul fronte della resa.

Il paesaggio naturale dei nostri monti va tutelato e non deturpato a favore di progetti che non hanno un sicuro ritorno per il territorio e che rischiano, al contrario, di danneggiarlo. Mi impegnerò in Regione per approfondire l’argomento con gli assessorati competenti». E Legambiente chiede di approfondire il progetto per valutarne l’effettivo impatto sul territorio prima di schierarsi acriticamente.

«A seguito delle dichiarazioni del consigliere regionale Saffioti – spiega in un comunicato il referente per le tematiche montane dell’associazione, Paolo Locatelli – Legambiente ribadisce la sua posizione in merito al parco eolico sul passo San Marco: siamo favorevoli a qualsiasi intervento rispettoso del territorio e aperto alla partecipazione dei cittadini. In particolare riteniamo che le pale siano uno dei progetti da tenere maggiormente in considerazione per la produzione di energia pulita, nel rispetto dell’ambiente. Le nuove tecnologie consentirebbero la realizzazione di impianti molto meno invasivi rispetto a quelli di cui si sta parlando (impianti che arrivano fino a 90 metri d’altezza non sono necessari). Riteniamo, però, che sia innanzitutto necessario avviare un approfondimento sull’effettiva incidenza territoriale e sulle implicazioni reali dell’intervento, come i possibili danni per l’avifauna».

E aggiunge: «Passo San Marco merita una valutazione più complessiva, prevedendo anche una bonifica generale dell’area con l’abbattimento dei piloni e dei tralicci dell’Enel e il ripristino, dunque, di migliori condizioni paesaggistiche. Sarebbero significative delle assemblee pubbliche convocate dagli enti istituzionali interessati e con la presenza delle società che promuovono il piano, in cui si diano informazioni dettagliate supportate da dati e rilevamenti scientifici e vengano mostrate proiezioni reali di quali saranno le effettive conseguenze».

«Solo da uno studio approfondito dei progetti si può avere chiaro il quadro ed esprimere un serio giudizio in merito – continua Legambiente –. Auspichiamo, dunque, un confronto con il consigliere Saffioti per discutere su cosa possa essere fatto in Regione per l’area in questione. Chiediamo un significativo impegno personale del consigliere, pari a quello mostrato per il tema parco eolico, per quanto riguarda i comprensori sciistici, che nelle nostre avranno e stanno avendo un impatto ben peggiore».

L’Eco di Bergamo