La storia di Koly, arrivato da Tirana con tanta voglia di lavorare e di farsi voler bene A Zogno ha trovato moglie, a San Giovanni ha aperto una pizzeria e lanciato il basket. Si chiama Sokol Kola, viene dall’Albania, ma tutti a San Giovanni Bianco lo conoscono come Koly. Per la comunità del paese brembano Koly è diventato un punto di riferimento, ma il suo lungo viaggio per guadagnarsi l’attuale posizione e il rispetto della gente è stato tortuoso e complesso.

In Albania Koly trascorre un’adolescenza non facile a Tirana, in una realtà che non può offrire certezze e rassicurazioni sul futuro, per via dell’instabilità socio-politica e per l’estrema precarietà economica. Lui conserva una sua dignità e, anziché ascoltare il canto allettante di sirene che propongono facile guadagno, all’età di 14, oltre che frequentare la scuola, comincia a lavorare in una fabbrica di birra. Non ci sono momenti di pausa, né tempo libero per divertirsi, solo tanto sacrificio e caparbietà per aiutare con quel suo stipendio anche la famiglia.

Grazie, don Giulio
L’arrivo in Italia non me lo scorderò mai - esordisce Koly. Sono giunto per la prima volta nella provincia di Bergamo nel 1994 con un foglio turistico, come tanti miei connazionali, ma alla scadenza del permesso, dopo qualche mese sono ritornato in Albania. Stavolta però a lavorare più duramente per risparmiare la cifra che mi avrebbe poi permesso, nel gennaio del ‘96, il secondo e definitivo viaggio in Italia. Il primo paese che ricordo con piacere è stato sicuramente Zogno. Qui ho conosciuto una persona straordinaria, il mio punto di riferimento in Italia, don Giulio Gabanelli, che mi ha aiutato a integrarmi nella realtà brembana. Grazie al suo aiuto ho avuto la possibilità di trovare subito un lavoro e ottenere quindi il permesso di soggiorno.

Devo molto a don Giulio, perché non sono mancati i momenti di scoramento e difficoltà. All’inizio naturalmente non conoscevo una parola di Italiano e comunque la nostalgia di casa era sempre pressante. Pian piano sono riuscito a farmi spazio in Valle Brembana, una terra che ho imparato ad amare, perché la gente porta rispetto verso le persone che lavorano. Dunque mi sono rimboccato le maniche e ho iniziato a lavorare duro.

Nel febbraio del 1996, un mese dopo il suo arrivo definitivo in Italia, Koly comincia a lavorare a Ubiale come idraulico e saldatore. Ma sono numerosi i mestieri nei quali si è cimentato per guadagnarsi da vivere. Nel mio Paese oltre a fare l’operaio in una fabbrica di birra, ho anche lavorato in una serra, ho fatto il muratore, l’imbianchino e persino l’interprete di tedesco. Quindi, arrivato qui, non mi facevo certo scrupoli sul tipo di lavoro da svolgere.

Koly diventa un virtuoso interprete dell’arte di arrangiarsi: giardiniere ad Almenno San Salvatore, caricatore in un magazzino a Torre Boldone, operaio in un’azienda di Dalmine, pony per un salumificio di Villa d’Almè; persino autista privato. Lavoravo dalla mattina fino alle prime ore del pomeriggio; poi mi riservavo una seconda occupazione che mi impegnava fino alla sera tardi. Non esistevano nemmeno week-end di riposo perché, se potevo, cercavo di farmi strada con altri lavori.

Studio da coach
Nel 1999 sboccia l’amore. Conosce a Zogno Maura Frani (oggi 30 anni) che sposa e con la quale forma una splendida famiglia: Alberto 11 anni, Lisa 5, Fabjan quasi 2 i loro tre figli. Nel 2000 ci siamo trasferiti a San Giovanni Bianco, dando una mano ai genitori di mia moglie che hanno una pizzeria a Santa Brigida, ma il sogno mio e di Maura è sempre stato la gestione di un’attività in proprio. Così ho avuto la fortuna di aprire una pizzeria d’asporto a San Giovanni Bianco.

Oggi Koly, 37 anni, è una figura nota della comunità di San Giovanni Bianco, apprezzata per la dedizione al lavoro, per la qualità di persona misurata e responsabile. Parla bene la nostra lingua, con una leggerissima inflessione bergamasca, e spesso lo scambiano per un italiano. Grazie a lui molti giovani del paese trovano la possibilità di lavorare come pony pizza e addirittura imparano il mestiere di pizzaiolo.

In un paese come San Giovanni Bianco, dove da sempre calcio, pallavolo e atletica la fanno da padroni, chi l’avrebbe detto che ci sarebbe voluto un albanese per portare il basket quassù? Koly nutre da sempre una grande passione per la pallacanestro, che in Albania è uno sport popolare. Da quest’anno lui è riuscito, con la Valle Brembana Basket e grazie all’aiuto prezioso di alcuni collaboratori, a portare per la prima volta il basket a San Giovanni Bianco.

Sin da piccolo sono stato un amante del basket e non nascondo che il mio sogno più grande sarebbe quello di diventare un giorno allenatore di pallacanestro a buoni livelli. Non a caso sto studiando per ottenere il patentino di allenatore e a giugno mi aspetta una settimana intensiva di corso per allenatori. Quella del basket in valle è una realtà in crescita, come dimostrano le squadre che da anni giocano nelle palestre di Zogno e San Pellegrino Terme. Da quest’anno finalmente c’è anche una squadra, l’Under 19, che gioca nel palazzetto di San Giovanni Bianco.

Il fiore all’occhiello è però la scuola di mini-basket, con bambini compresi tra i 7 e i 10 anni, per la quale devo dire che abbiamo ricevuto tanti consensi da parte dei genitori. I bambini sono entusiasti di questa avventura e noi speriamo che col tempo questa realtà possa ulteriormente allargarsi.

In un’Italia dove spesso lo straniero è additato con diffidenza, Koly si rivela uno straordinario esempio per gli immigrati: non solo ha dimostrato di sapere cogliere nella maniera migliore tutte le opportunità e la fiducia che la nostra terra gli ha offerto, ma addirittura oggi «restituisce» alla comunità, a piene mani, quello che egli stesso ha ricevuto, in termini di professionalità e umanità.

Cristian Lo Conti - L’Eco di Bergamo