Ospedale di montagna, c’è l’intesa
San Giovanni Bianco, _Sanità e Welfare Articolo letto da 169 Utenti - Pubblicato il 17 Dicembre 2007Via libera all’unanimità della Comunità Montana Valle Brembana. Il documento al vaglio della Regione. PIAZZA BREMBANA - La costituzione di una società per i servizi pubblici con socio unico la stessa Comunità montana e il progetto per il riconoscimento di «Ospedale di montagna» del presidio di San Giovanni Bianco sono il risultato di quattro ore abbondanti di lavoro dell’assemblea della Comunità montana di Valle Brembana tenutasi venerdì sera, dopo la sospensione della riunione precedente (15 giorni fa) per mancanza del numero legale.
avvio di dibattito infuocato
La discussione si è aperta con la relazione dell’assessore agli Affari generali Livio Ruffinoni, che ha presentato la proposta della maggioranza (composta dai gruppi Indipendenti, Forza Italia e Alleanza nazionale) per la costituzione di una «Società strumentale» per la fornitura di servizi e quindi con la possibilità di assumere personale in un’ampia gamma di settori delle attività dell’ente: prioritari i servizi assistenziali e i servizi associati oltre alla Protezione civile. Si tratta di una società operante sotto stretto controllo del direttivo comunitario, competente di caso in caso. Un passo – la costituzione della società – di estrema urgenza perché a fine anno scade un precedente appalto per cui ci si ritroverebbe sguarniti per interventi irrinunciabili, in particolare per l’assistenza ai disabili.
Insorte le minoranze (rappresentate dai gruppi Lega Nord, Insieme per la Valle Brembana, Margherita e Gruppo misto) che sostengono di non essere nelle condizioni di opporre una critica democratica e costruttiva al documento della maggioranza. L’opposizione lamenta ritardi nella presentazione della proposta e poca chiarezza dei contenuti dello statuto di una società definita «ennesimo carrozzone» ed infine punta il dito contro l’esclusione dagli organi di controllo e stravolgimento dei regolamenti comunitari.
La maggioranza ha controbattuto punto su punto. L’atmosfera si è fatta così incandescente e al momento del voto le minoranze hanno abbandonato l’aula, lasciando campo a una maggioranza particolarmente compatta, che ha approvato con 49 voti favorevoli e 8 astenuti la costituzione della società . Da segnalare l’intervento, prima del voto, del leghista Ivan Pesenti che, molto responsabilmente, ha invitato l’assemblea a una riflessione per il ripristino di un futuro sereno rapporto tra maggioranza e minoranza.
Sull’ospedale torna il sereno
Le minoranze sono tornate in aula e l’invito di Pesenti è stato fatto proprio dal presidente comunitario Piero Busi, che ha illustrato la proposta di riconoscimento all’ospedale di San Giovanni Bianco di «ospedale di montagna» e di «comunità ». L’atmosfera assembleare si è rasserenata e il dibattito si è fatto costruttivo, anche perché il tema era stato precedentemente dibattuto e le parti avevano trovato piena concordanza sull’impegno a lavorare per il miglioramento del presidio ospedaliero, peraltro già in corso – si è dato atto del miglioramento alla dirigenza dell’Azienda ospedaliera, in particolare all’ex direttore generale Andrea Mentasti –, indipendentemente dall’afferimento dell’ospedale medesimo ad una qualsiasi azienda ospedaliera.
Tale riconoscimento comporta sostanzialmente autonomia gestionale locale, con un responsabile di presidio in costante collegamento con il territorio nelle sue varie espressioni sanitarie e sociali (medicina di base, assistenza sociale, volontariato e quant’altro) e si parla appunto di integrazione con il territorio attraverso rapporti prioritari con le amministrazioni locali rappresentate dalla Comunità montana di valle, che potrebbe trovare fonti privilegiate di finanziamento garantendone un utilizzo ottimale, nonché un’organizzazione dei servizi in aderenza alle istanze della realtà locale. Fermo restando uno stretto collegamento tra il presidio locale e i centri di alta specializzazione.
Il dibattito sul tema è stato ricco di interventi favorevoli al documento della maggioranza, con le minoranze non pregiudizialmente contrarie. «L’ospedale è della valle – è stata la conclusione del dibattito – e deve essere comune l’impegno a qualificarlo». L’approvazione è stata unanime. Nel documento è stata inserita pure la proposta dell’afferimento di San Giovanni Bianco all’Azienda ospedaliera degli Ospedali Riuniti di Bergamo. Ora il documento sarà inviato in Regione per l’approvazione che se – come si auspica – fosse positiva farà di San Giovanni Bianco una realtà pilota a livello regionale.
Sergio Tiraboschi - L’Eco di Bergamo
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