Sistemazione del naturalistico Antonio Curò, ampliamento della panoramica da Lizzola allo stesso rifugio Curò, dorsale della Valle Cavallina, tracciato estivo per il rifugio Calvi, quattro pizzi della Valle Gandino, sentiero dei sopra , sentiero 101 per i laghi di Ponteranica. Tanti progetti e una certezza: tutti soldi ben spesi.

Così, per il secondo anno consecutivo, anche nel 2011 la Fondazione della Comunità contribuirà alla valorizzazione dei delle con un finanziamento di 60 mila euro, più o meno la stessa cifra dello scorso anno quando di euro ne vennero stanziati 70 mila. Il bando è stato presentato al Palamonti, la sede del Cai di Bergamo, confermando una collaborazione, quella tra la fondazione e lo stesso sodalizio, ormai consolidata.

«Nel Cai – ha sottolineato Maria Bellati, segretario generale della Fondazione della Comunità bergamasca – abbiamo trovato un partner decisamente affidabile e importante. Fino a quattro anni fa, i bandi del settore ambientale incontravano difficoltà per la mancanza di proposte credibili; l’incontro col Cai ha rappresentato una svolta nella capacità di catalizzare progetti consistenti, ma anche per la possibilità di valutarli con competenza, contribuendo a selezionarli adeguatamente».

Nessun limite di quota
Dopo un biennio dedicato ai rifugi e un primo esperimento sui sentieri, quest’anno, dicevamo, si replica. Le novità? Innanzitutto non c’è più alcun limite di quota e, a differenza del 2010, potranno essere presi in considerazione anche i sentieri sotto i 1.200 metri. In secondo luogo la scadenza un po’ anticipata rispetto a quella dello scorso anno: le domande dovranno infatti essere presentate entro il 15 aprile. Per il resto tutto come da copione: ciascun progetto potrà essere finanziato per un importo pari al 50 per cento e un massimo di 15 mila euro; confermato anche il meccanismo del bando a raccolta: «Per garantire una continuità alla fondazione, ma favorire anche il principio della condivisione – aggiunge Bellati – la prerogativa di ciascun finanziamento è che una cifra pari al 10 per cento dello stesso contributo venga devoluta al nostro patrimonio da un soggetto diverso rispetto al beneficiario: è un modo per allargare gli orizzonti e, nel contempo, assicurarsi risorse per il futuro. Attualmente i fondi utilizzati sono messi a disposizione dalla Fondazione Cariplo: una volta assegnati ci sarà tempo un anno e mezzo per realizzare i relativi progetti».

«Alla fondazione – ha sottolineato il presidente del Cai Paolo Valoti – va il nostro grazie incondizionato. La manutenzione e la valorizzazione dei sentieri è un tema che richiede grande impegno e per il quale purtroppo il solo volontariato non basta. Negli ultimi anni quello della fondazione ha rappresentato l’unico vero contributo esterno; considerate le necessità, ci auguriamo che altri seguano il loro esempio».

Emanuele Falchetti – L’Eco di Bergamo