118 Elisoccorso sulle

Orobie – Troppe richieste di interventi in : adesso serve il ticket. Fanno male i conti con il , con l’allenamento, con la capacità di orientarsi e il risultato alla fine è sempre lo stesso: il . La montagna è meravigliosa ed è ovviamente di tutti, ma chiamare il Soccorso deve restare un’eccezione, non può diventare un’opzione come accade sempre più spesso. E invece in molti si lanciano un po’ avventurosamente in una gita in montagna: tanto, se poi non ce la faranno, c’è sempre il Soccorso. Una telefonata al 118 ed ecco l’elicottero, l’angelo che arriva dal cielo e riporta a casa.

Si è ripetuto mille volte che l’elicottero del Soccorso non è un taxi, ma, come dimostrano negli ultimi giorni anche le cronache delle bergamasche, pare non sia servito a molto. L’abuso del 118, oltre che dalla mancanza di una corretta etica della montagna, discende da due cause. La prima è la facilità con cui oggi i soccorsi vengono effettuati. In realtà essa è frutto dello straordinario addestramento degli uomini e della versatilità delle macchine. Ma non si dovrebbe mai dimenticare che ogni intervento comporta dei rischi per gli operatori e dei costi per la collettività.

La seconda causa è la gratuità. Se l’utente dovesse risarcire le spese, forse ci penserebbe due volte prima di chiamare il 118. Ecco perché d’Aosta e Alto Adige hanno deciso di richiedere un ticket, anche se lo fanno unicamente quando l’infortunato non richieda un intervento sanitario. Occorre una nuova responsabilizzazione dell’escursionista. A maggior ragione in tempi di sobrietà, quando la collettività non può e non deve farsi carico di inutili costi. Neppure per recuperare dilettanti allo sbaraglio.

Franzo Brevini – Corriere della Sera, e Provincia