È stata un’estate da record quella agli sgoccioli per i rifugi sulle montagne orobiche, dove le presenze di escursionisti sono aumentate di un buon 25-30 per cento. La conferma viene dal presidente del Cai Bergamo, Paolo Valoti. «Merito del tempo favorevole, merito anche della professionalità e della passione dimostrata dai gestori dei rifugi, che di anno in anno migliorano l’accoglienza. Si sono viste molte famiglie, anche con bambini piccoli. La vacanza in si conferma salutare, economica e ha anche un valore di aggregazione delle famiglie».

L’aumento delle presenze è stato un beneficio anche per l’iniziativa «I rifugi dei sapori orobici». Grazie alla sinergia tra Agripromo, Cai, Assorifugi, assessorato provinciale al Turismo e Camera di Commercio, nei 20 rifugi che hanno partecipato alla iniziativa sono stati serviti prodotti tipici dell’agroalimentare bergamasco a marchio «Bergamo città dei Mille sapori»: formaggi, salumi, vini, , dolci.

Per il saluto ufficiale all’estate che sta finendo e un brindisi (con vino Valcalepio) alla stagione 2010, sono stati circa 400 gli escursionisti che sono saliti al , in Alta Valcanale, gestito direttamente dal Cai Bergamo grazie a un gruppo di volontari coordinati da Filippo Ubiali. «Abbiamo offerto assaggi di formaggi e salumi di produttori bergamaschi – spiega Ubiali – con l’aggiunta di alcune torte fatte da noi. Per il brindisi, solo vini Valcalepio. È anche questo un modo per aiutare l’economia locale, soprattutto quella di montagna. Siccome da noi arrivano anche escursionisti che vengono da fuori provincia, è un modo per pubblicizzare le specialità enogastronomiche del territorio orobico, e devo dire che piacciono».

Questi i 20 rifugi che hanno partecipato all’iniziativa, ben indicati in una cartina a colori delle distribuita in migliaia di copie per servire da tovaglietta alle degustazioni: , Grassi, Benigni, Dordona, La Valle del Drago, Fratelli Longo, Capanna 2000, Calvi, Alpe Corte, Laghi Gemelli, Brunone, Coca, Curò, Barbellino, Tagliaferri, , Cimon della Bagozza, Albani, Olmo e Parafulmine.

Roberto Vitali – L’Eco di Bergamo