zafferanoGerosa – Dopo Costa Volpino, e l’oro rosso arriva anche sopra . Sul confine tra l’alta Val , la e la , in prossimità della località “Tre Faggi” presso la baita “Sacra Famiglia” il cui nome deriva proprio da una santella solo di recente affrescata e raffigurante la “Sacra Famiglia” posta sul lato destro della baita che domina l’intera vallata, è stata scoperta una vena di “Oro Rosso”. La mente corre subito a scavi, minatori, miniere, niente di tutto questo, così viene chiamato lo zafferano che li viene prodotto con tanta passione ed entusiasmo dalla famiglia Cremaschi. I bulbi di crocus sativus da cui si ricava lo zafferano, messi a dimora lo scorso fine luglio, provengono dagli Altipiani di Navelli, dal piccolo Comune dell’Abruzzo di Civitaretenga, ove viene coltivato il miglior zafferano d’Europa che, nel 2004, ha ottenuto anche il riconoscimento DOP.

Qui nel religioso silenzio della valle, accompagnato solo dai rantegati dei caprioli e dai gridolii degli acquilotti, lo zafferano ha trovato il suo luogo ideale per crescere e svilupparsi in perfetta armonia con la natura. A circa 1000 mt di altitudine e’ stata portata a termine con successo una sperimentazione sulla coltura dello zafferano il quale, pur necessitando di particolari conoscenze e, soprattutto, di molta manodopera, ha trovato in questo ambiente le condizioni (terra e clima) ottimali per riprodursi. Il periodo vegetativo del Crocus Sativus, va da luglio/agosto fino ad ottobre inoltrato e la sua crescita avviene in assenza di acqua, caratteristica di notevole importanza per un paese come Gerosa che in alcuni periodi dell’anno soffre di carenza d’acqua. La raccolta dei fiori avviene nei mesi di ottobre/novembre e quindi eventuali nevicate non influiscono negativamente sul ciclo vegetativo della pianta.

La coltivazione, che a regime, dovrebbe interessare un’area di circa 2.000 mq, sarà in grado di generare circa 20.000 fiori, con una produzione di circa 100 grammi di zafferano, un vero e proprio miracolo al cui avverarsi ha di certo contribuito anche il periodo di crisi che la societa’ sta attraversando in questo difficile momento. Cosa c’entra la crisi chiederete, ebbene nei momenti in cui le si trovano sempre piu in difficoltà per la mancanza di lavoro che a lungo andare finisce per impoverire sempre più le famiglie Bergamasche, proprio in questi momenti l’individuo aguzza l’ingegno e tira fuori dal suo io il che ci possa essere. E così è capitato anche all’Avvocato Alessandro Cremaschi titolare dell’azienda agricola che ha attivato con successo la sperimentazione il quale, dopo anni passati dietro la scrivania in mezzo a polverose scartoffie, ha deciso di cambiare completamente vita e di dedicarsi alla coltivazione dello zafferano. “Mi dedico con passione ed entusiasmo a questa nuova sfida che mi affascina a tal punto da sostituire la mia professione di legale con quella di agricoltore”.

“L’attività di coltivazione dello zafferano tra l’altro non richiede grossi investimenti, fatta eccezione dell’acquisto iniziale dei bulbi” dovete infatti sapere che i bulbi di crocus sativus se lasciati a dimora fino ad agosto dell’anno successivo si moltiplicano, ogni bulbo infatti dopo aver prodotto tre fiori muore e dà vita fino a tre nuovi bulbi”. Ecco quindi una esperienza che può benissimo essere replicata con successo, ogni piccolo appezzamento di terreno, la’ dove una volta dominavano prati e pascoli verdeggianti oggi ormai abbandonati e invasi dai boschi, potrà essere dedicato alla coltivazione dello zafferano, con la creazione di nuovi posti di lavoro, preziosissimi in questo momento di crisi, e con conseguente valorizzazione e recupero dei territori marginali delle nostre bellissime valli.

Alessandro Cremaschi