Ornica, 8 ottobre 2012 – La storia è questa. Il comune di , minuscolo paese della , con meno di 200 abitanti, attualmente alle sue dipendenze ha un solo impiegato. E come se non bastasse, le risorse economiche sono ridotte all’osso. Per la serie: qui non c’è più trippa per gatti e bisogna arrangiarsi. Ed è stato così che da settembre, da quando è iniziato il nuovo anno scolastico, la signora Laura Hughes, 42 anni, origini very english (è nata a una ventina di chilometri da Londra), sposata e madre di tre figli, arrivata a nel 2004, si è trasformata in autista del pulmino che ogni giorno porta otto bambini a scuola, a Olmo al , a una decina di chilometri di distanza. «Sei, compresi i miei tre figli frequentano le elementari, altri due la materna — spiega la signora Laura.

Io li accompagno al mattino, partenza alle 8, poi li vado a prendere al termine, e al pomeriggio, per un totale di 60 chilometri, tra andata e ritorno. Così tutti i giorni. E devo dire che non mi pesa affatto, anzi lo faccio volentieri: del resto, considerata la situazione, sono stata io stessa a rendermi disponibile».

Laura Hughes assieme al marito Paolo Passarella gestisce a Ornica un bed&breakfast aperto due anni fa. È arrivata qui perchè cercava un posto dove poter vivere tranquillamente. «Il pulmino che guido me lo ha fornito il comune che contribuisce alle spese. Comunque, ad essere sincera, in caso di necessità mio marito si è reso disponibile a darmi una mano, per consentire a questi bambini di frequentare regolarmente la scuola».

Come l’hanno presa gli altri genitori? «Bene — racconta lei — anzi mi sono vicini per ogni emergenza». Ma come si è arrivati a questa situazione? Presto detto. Dopo anni di deroghe, l’Ufficio scolastico provinciale ha deciso di chiudere il piccolissimo plesso (sei alunni). Nonostante le proteste e le richieste da parte ’amministrazione locale, che più volte aveva fatto presente l’impossibilità di garantire il trasporto pubblico nella nuova sede di . Dopo alcuni incontri con i genitori e il sindaco di Ornica, Gino Quarteroni, la signora Laura ha detto: datemi un mezzo che si penso io.

«Dobbiamo dire grazie a questa mamma — ha dichiarato il primo cittadino — se almeno il servizio di trasporto è garantito. Ancora una volta, purtroppo, il volontariato deve sostituirsi agli enti pubblici che non sono in grado di garantire i servizi». tiene, ma quando arriverà la prima nevicata? «Timori per ghiaccio e ? Non ne ho — sostiene la signora Laura — eventualmente chiederò al comune, o al sindaco di fornirmi le catene. Almeno quelle dovrebbe averle, senza problemi».

di Rocco Sarubbi – Il Giorno