Olmo al Brembo, galeotto fu il pane
Olmo al Brembo Articolo letto da 39 Utenti - Pubblicato il 8 Maggio 2008Ha il profumo e la fragranza del pane appena sfornato la lunga storia d’amore di Enrico Gianati, 87 anni, e Francesca Pianetti, 79 anni. E non si tratta di una metafora, perché il pane ha avuto un ruolo determinante negli anni della giovinezza dei due sposi di Olmo al Brembo che oggi festeggiano i 60 anni di matrimonio. Fu grazie all’arte del panettiere, appresa da ragazzo, che Enrico ebbe salva la vita durante la deportazione in Germania negli anni della guerra e fu ancora il pane a permettere l’incontro tra i due giovani nel 1948. Enrico lavorava dal fornaio in via Portici, a pochi metri dalla casa di Francesca e, conosciutisi a gennaio, a maggio furono celebrate le nozze.
Fu proprio un colpo di fulmine – dice Francesca –. Lui era rientrato in Italia dopo che, da ragazzo, aveva vissuto in Francia e dopo il periodo di deportazione a Dresda, dove fu testimone del bombardamento del 12 febbraio 1945». Tornato al suo paese la vita gli ha riservato la sorpresa di un amore che continua ancora oggi, allietato negli anni dalla nascita di sette figli, di cui uno morto a pochi mesi di vita. Le nozze sono state celebrate nella chiesa parrocchiale di Olmo l’8 maggio 1948. Poi un rinfresco in casa e la partenza per Milano, dove hanno trascorso la notte.
Al mattino dopo hanno raggiunto Venezia, per il viaggio di nozze durato cinque giorni. Enrico, dopo la chiusura del forno del pane, ha lavorato in una ditta del paese che lavorava il gesso e ha concluso poi la sua carriera lavorativa, fino alla pensione, alla cartiera di San Giovanni Bianco. Francesca si è sempre occupata della famiglia e della casa, curando l’orto o sferruzzando maglioni e calzini per i figli. Francesco ha fatto tesoro dei suoi anni all’estero, mantenendo vivace la sua conoscenza del francese e del tedesco. Lezioni alla radio, giornali e libri gli hanno permesso poi a casa di approfondire lo studio. Quando lavorava in cartiera, era lui ad essere chiamato come interprete con i clienti tedeschi e ancora oggi riceve il settimanale francese «La Savoie».
Per festeggiare il 60° – dice Francesca – aspettiamo quest’estate, quando nostro figlio Alberto, che ha un ristorante a Portorico, potrà raggiungerci». A festeggiare i due sposi saranno anche i figli Mariangela, che nello stesso giorno raggiunge il 35° anniversario di nozze, Silvana, Pierluigi, Carla e Gigliola, oltre ai nove nipoti e ai due pronipoti. Quel giorno ad accompagnare le pietanze della festa non mancherà di certo il profumo del pane, che fu galeotto nella loro unione.
Monica Gherardi - L’Eco di Bergamo
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