Come una canzone di Francesco De Gregori, tra e Valcamonica la differenza è la locomotiva, un trenino diesel che in un’ora e 20 fa la spola tra Edolo e Brescia, garantendo un movimento merci diverso da quello del vecchio sito a , chiuso nel 2005. Altri grossi vantaggi non se ne vedono, dal punto di vista logistico. Anzi, tutto sommato, è grande più del triplo di Sellero, mentre la distanza dal (rispettivo) capoluogo è meno di un terzo, 28 chilometri contro 83. Certo, i camuni ci metteranno la moneta, e non è una differenza da poco, come risulta dall’accordo di programma firmato lo scorso 13 dicembre, che quantifica in 4 milioni di euro la spesa per investimenti a carico degli enti locali.

Non a caso, il BIM annuncia l’accensione di mutui per 2 milioni di euro. Oltre ai soldi, saranno forniti un capannone di 4.000 metri quadri, un’area confinante di altri 12.500 metri per la seconda unità produttiva e tutti i lavori per la costruzione del secondo immobile, sempre di 4.000 metri. Attualmente, la produzione viene svolta in tre distinte unità e stando alla versione che riportano fonti politiche locali, l’emissario della Brembo avrebbe parlato in modo estremamente chiaro agli amministratori camuni, lamentando l’eccessiva frammentazione della fabbrica: serve un’unica area di 8.000 metri quadrati – questo il succo – e se non verrà trovata, sposteremo la produzione camuna al Kilometro Rosso e in Polonia. Detto fatto, siamo già al contratto d’affitto. E i bresciani si impegnano a consegnare il primo immobile entro il 31 marzo, dopo i lavori di manutenzione, mentre quello realizzato ex novo dovrà essere pronto entro il 31 agosto di quest’anno, compresi i lavori di edificazione.

Riepiloghiamo. Un capannone di 4.130 metri quadri rimesso a nuovo, altri 12.500 metri di terreno edificabile (stima 800.000 euro), un secondo capannone costruito di qui ad agosto, 3,3 milioni di euro per gli investimenti necessari, opere di manutenzione. La Brembo, di suo, dovrebbe metterci a sua volta opere per 3,5 milioni di euro. E pagare 12 anni di canone (formula 6+6 anni) rinnovabile per altri 12 anni, con 400.000 euro minimo di penale in caso di recesso ingiustificato. Quanto costa affittare un’industria di queste dimensioni nella media Valcamonica? Per i primi sei anni, dall’1 gennaio 2013 a 31-12-2018, il canone sarà di 65.000 euro annui; nel 2019, per il primo anno di rinnovo, 95.000 euro annui; e 130.000 euro per i rimanenti cinque anni fino al 2024. Il totale è di 1 milione e 70.000 euro. Il completamento degli immobili, l’impiantistica, l’adeguamento della rete elettrica, forse la fibra ottica, comporteranno a carico della Brembo investimenti stimati a forfait in 3,5 milioni di euro. Per la società del presidente Bombassei, i benefici derivanti dalle condizioni economiche di locazione sono a loro volta quantificabili in 400.000 euro per ciascun contratto e quindi in 800.000 euro complessivi, a fronte dell’impegno di mantenimento della produzione a Sellero per non meno di 12 anni.

Parti dell’accordo sono il comune di Sellero, il consorzio BIM di Vallecamonica e la società La.Cam Lavorazioni Camune srl, costituita il 21 ottobre del 2010 davanti al notaio Giovanni Vacirca in , interamente partecipata dalla Brembo Spa. La.Cam è a tutti gli effetti una società veicolo, creata per assorbire uno storico fornitore della Brembo, il gruppo Immc di Inusti Tullio & C. snc, fondato dall’omonima famiglia bresciana e finito in cattive acque un anno e mezzo fa, tanto che la procedura di concordato è tuttora aperta davanti al tribunale fallimentare di Brescia. Nel nuovo polo di Sellero, saranno appunto accorpate le lavorazioni di pistoni e freni svolte a Berzo Demo, 5-6 chilometri di distanza.

L’area prescelta, ricavata dall’ex acciaieria Fucinati dopo la bonifica, appartiene all’amministrazione di Sellero; attualmente ospita alcune tornerie e discount, mentre a circa un chilometro sorge il complesso siderurgico dell’acciaieria Riva. Parte integrante dell’accordo di programma anche il BIM di Camonica, che si impegna a trasferire all’amministrazione di Sellero 2 milioni di euro per gli interventi necessari a costruire il secondo capannone, che sarà in comproprietà tra i due enti. Come dicevamo, la tempistica è rapida: dal 31 marzo, il comune di Sellero si impegna a garantire a Brembo l’accesso all’immobile per gli interventi di impiantistica, il trasferimento degli e dei macchinari, che si prevede vengano ultimati entro la fine di quest’anno. In ballo ci sono 220 posti di lavoro, quelli dell’ex gruppo Inusti. Agli spiriti patriottici, non dovrebbe poi sfuggire che questo sia l’unico investimento tricolore realizzato dalla Brembo, impegnata da diversi anni a crescere in Argentina, Messico, Stati Uniti, Cina, Polonia, Repubblica Ceca, eccetera, ma non in Italia.

L’ultima inaugurazione risale a meno di tre mesi fa e riguarda lo stabilimento di Dabrowa Gornicza in Polonia, destinato al mercato dei clienti tedeschi, francesi e inglesi in tutta l’Europa Centro-Orientale. L’area ha richiesto investimenti per oltre 100 milioni ed è stata progettata per integrare tutte le fasi produttive della catena del valore, dall’arrivo delle materie prime, alla spedizione dei prodotti finiti. Il nuovo polo occupa una superficie coperta di 90 mila mq (doppia rispetto a quello precedente), darà lavoro a 1200 e, grazie a 39 linee produttive e due fonderie, raddoppierà la capacità di produzione. Ma anche sventolare un piccolo tricolore è meglio di niente.

Il Giornale di Bergamo