rifugiobranchinoVia libera della giunta provinciale. Il Branchino avrà solo sette posti letto e si potrà raggiungere in un’ora di cammino. Entro la fine del 2008 sarà inaugurato un nuovo piccolo rifugio nelle Prealpi Orobie. Si chiamerà Rifugio del Branchino. Sarà un modesto rifugio, con solo sette posti letto, ma sarà anche uno dei più facilmente raggiungibili, magari per le passeggiate domenicali. C’è chi dice un’ora e mezza, ma i meglio allenati possono arrivarci anche prima dei 60 minuti.  

Immerso nel panorama del lago Branchino, il rifugio deriverà dalla riqualificazione della “Baita alta” che ora è poco più di un rudere situato a 1.800 metri d’altezza vicino ai comuni di Oltre il Colle, Roncobello e Ardesio. La gestione e la ristrutturazione saranno affidate all’Ardes l’Associazione ricerche e divulgazione etnografiche e storiche che riceverà la baita in comodato d’uso per 20 anni. Il progetto di recupero, non ancora redatto, prevede un investimento di 160 mila euro: la regione Lombardia ha già stanziato la metà della cifra totale, la restante somma è in attesa di approvazione da parte di comune e provincia di Bergamo. Quest’ultima è proprietaria della baita ed avrà l’ultima parola sull’approvazione del progetto di recupero.

Rifugio Branchino

Rifugio Branchino

Oltre alla “Baita alta” nella vallata sono presenti anche la “Baita bassa” (1.560 metri s.l.m.) e la “Baita di mezzo”, ristrutturate negli anni ’96 e ’97. Anche la prima di queste due è stata data in comodato d’uso per sei anni alla associazione Ardes a fronte dell’esecuzione di opere di manutenzione straordinaria. Le tre costruzioni si trovano in posizione geografica complementare, ma superiore, rispetto al rifugio Alpe Corte che rimane ad un’altezza inferiore (1.410 metri s.l.m.). La zona dell’alpeggio è denominata “Alpe Nevel” ed appartiene al comune di Ardesio.

Rifugio Branchino

Le Prealpi Orobie sono tra le più ricche di rifugi e bivacchi, una ventina circa. Molti di essi sono accessibili dal “Sentiero delle Orobie n101” un itinerario che impegna più giornate per essere percorso. Particolarmente ricca la flora che comprende una ricca serie di specie: le più comuni sono, a seconda della fascia altitudinale, il larice, il faggio e l’abete rosso e bianco. Non da meno la fauna con la presenza di specie di particolare pregio come lo stambecco, la pernice bianca e l’aquila reale.

Il Bergamo – 14 Settembre 2007