San Giovanni Bianco – Area per il futuro eliporto a servizio dell’ospedale di San Giovanni Bianco: Comune e sono ormai ai ferri corti. Tra i due enti pare non esserci accordo sull’area che dovrà ospitare la piazzola di atterraggio. Per il Comune l’unica area disponibile sarebbe quella accanto al campetto di allenamento di , ma la Comunità montana fa rilevare che tale spazio è stato tecnicamente «bocciato», non sarebbe cioè idoneo all’atterraggio degli elicotteri.

«Il campetto non si tocca»
D’altro canto, il Comune non è minimamente disposto a cedere il campetto di Briolo che, invece, tecnicamente sarebbe idoneo per realizzarvi l’eliporto. E, se entro fine anno, non sarà presentato un progetto alternativo a quello «franato» cinque anni fa, il rischio è di dover restituire il finanziamento statale – peraltro già speso – di 900 mila euro. Perché, finora, l’unica cosa che ha preso il volo di questo «pasticcio» chiamato eliporto sono i soldi: circa un milione e 600 mila euro per realizzare i primi lavori in località Villaggio (e poi mettere in l’area) bloccati nel 2007 per il cedimento del terreno: vennero sfollati 17 famiglie, 200 studenti delle medie e il centro psichiatrico dell’ospedale. Comune, Regione e Azienda ospedaliera dovettero intervenire per la messa in dell’area e consentire quindi il rientro di cittadini, studenti e pazienti.

Così si decise di non realizzare più l’eliporto in quel punto, anche perché l’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), nel frattempo, aveva dato parere negativo: le case erano troppo vicine. Si puntarono gli occhi poco a monte, in località Briolo. Nel 2010 il Comune (retto dal commissario Adriano Coretti) diede la disponibilità all’utilizzo del campetto di allenamento. Il cambio di rotta nel 2011, con l’Amministrazione di Marco . «Il campetto per noi è intoccabile – dice il sindaco –. L’area che il Comune può mettere a disposizione è quella adiacente, tra la sede dei Volontari del soccorso e il campetto stesso. Il parere tecnico negativo espresso dall’ente per l’aviazione sull’uso di quello spazio, a nostro parere, non è vincolante. Adattarlo avrebbe costi maggiori rispetto all’uso del campetto, ma la soluzione si può trovare».

«Senza alternative, decidiamoci»
«I tecnici del volo – replica l’assessore ai Lavori pubblici della Gianni Salvi – dicono che il campetto di allenamento è di fatto l’unica area in cui è possibile realizzare l’eliporto. Ipotizzarlo nello spazio a fianco, come indicato dal Comune, comporterebbe difficoltà estreme». «A questo punto, però, occorre decidersi – dice Salvi –. Entro la fine di quest’anno dobbiamo trovare una soluzione. Siamo tutti d’accordo sull’importanza dell’eliporto, compresa l’Azienda ospedaliera, ma bisogna individuare un’area il più possibile vicina al vecchio progetto. Rischiamo di dover restituire i 900 mila euro di finanziamento statale». A breve è previsto un vertice tra Comune e Comunità montana.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di