Zogno – Lunedì l’apertura delle offerte, quindi circa tre mesi per verifiche sull’impresa vincitrice, altri due mesi per la stesura del progetto esecutivo e, in autunno, a meno di ricorsi, il via ai lavori. «I tempi sono stati rispettati», dice il vicepresidente della Provincia Giuliano Capetti. E la ringrazia. Il cantiere per la variante in galleria di Zogno sembra avvicinarsi, per ora, senza particolari intoppi. «Sono arrivate 26 offerte da imprese di tutta Italia – spiega il dirigente del settore Viabilità della Provincia Renato Stilliti – di cui, per ora, 22 sono quelle ammesse alla gara. Le buste con le offerte saranno aperte lunedì per l’aggiudicazione provvisoria dei lavori.

Seguiranno poi verifiche sull’impresa vincitrice». Un’opera, quella della variante in galleria di Zogno, attesa da almeno 15 anni, visto che i primi disegni risalgono al 1995. Dopo il progetto dell’Anas, mai realizzato per difficoltà tecniche subentrate negli anni, questa sembra essere la volta buona. La variante in galleria che dovrà togliere il traffico da Zogno (oggi attraversata in media da 20 mila veicoli al giorno) sarà lunga quattro chilometri e 700 metri e costerà 61 milioni di euro: partirà immediatamente a valle della a Sud (in località Inzogno) e terminerà alla Madonna del Lavello di di Zogno, a Nord. Partendo da Sud sono previsti una galleria di 607 metri, quindi un tratto all’aperto di 380 metri, un tunnel di 1.730 metri sotto il Monte di Zogno, un tratto all’aperto di 1.574 metri e un rondò per lo svincolo in .

Progetto pronto, soldi disponibili e tabella di marcia (da quando l’iter è passato da Anas a Provincia) sostanzialmente rispettata. Ma un comitato costituitosi recentemente chiede la modifica della progettazione dello svincolo Sud, sostenendo che, così disegnato, non risolverà il problema delle code. Una petizione in tal senso, con 140 firme di automobilisti della valle, è stata presentata a comuni, Comunità montana e Provincia. «Le code verso la valle – spiega Valentino Sonzogni di Almè, referente del comitato – si formano al termine del viadotto di , all’altezza dell’innesto della strada che arriva dalla Valle Brembilla e nei pressi della stretta galleria delle . Il progetto della nuova variante, in pratica, lascerà inalterata tale situazione, visto che la nuova strada partirà più a monte».

Da qui la proposta del comitato di anticipare l’inizio della variante già dall’ultima curva del viadotto di Sedrina; si dovrebbe poi entrare subito nella con un tratto di galleria, aggirando le Grotte delle meraviglie. «I costi, rispetto al progetto attuale sarebbero minori – prosegue il comitato – visto che, come svincolo, si utilizzerebbe il viadotto esistente. Anche la pendenza della strada diminuirebbe rispetto al progetto in corso, a vantaggio di e fluidità del traffico. Inoltre tale soluzione consentirebbe di salvaguardare la contrada e i negozi di via Grotte delle meraviglie che, col progetto attuale, invece, dovrebbero chiudere».

Replica il dirigente della Provincia Stilliti: «L’ipotesi di cui parla il comitato era già stata presa in considerazione dai progettisti ma presentava problemi difficilmente superabili da un punto di vista tecnico e idrogeologico, dovuti al carsismo delle Grotte delle meraviglie. Non era, quindi, fattibile e, adesso, sarebbe anche troppo tardi per una modifica. Il progetto dello svincolo Sud, così come previsto, peraltro, non precluderà in futuro, la realizzazione di un simile innesto, sempre se si dovessero risolvere i problemi di natura idrogeologica ora incontrati. A mio parere, inoltre, la variante così come prevista eliminerà le code: non è il piccolo tunnel alle grotte a causare gli imbottigliamenti di veicoli ma sono gli accessi laterali e il rondò lungo l’abitato di Zogno».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo