Sciare-BergamoBergamo Sci – E’ tutto contrassegnato da un «più» questo week end della Befana, ultimo scampolo delle vacanze natalizie, nelle innevate Valli . Segna «più» il barometro del tempo (bello stabile, grazie all’anticiclone) e delle presenze, con alberghi pieni e grande ritorno alle seconde case e segna «più» anche il termometro, con temperature ben sopra le medie del periodo. Più nove, più dieci al sole? Zero problemi, perché il caldo anomalo intaccherà solo in modo marginale l’innevamento, ma renderà ancora più gradevole le ultime sciate prima del rientro. Insomma, l’equazione della felicità dello sciatore: stupenda e sole a gogò. Gli operatori sorridono e tirano un mezzo sospiro di sollievo, dopo le vacche magre dello scorso inverno, tracciando un primissimo bilancio del mese di dicembre che, dati alla mano, è tornato ai livelli di due anni fa.

Nel comprensorio (, e ) si sono registrate giornate anche con punte di ottomila presenze: «Un vero macello», sintetizza in modo colorito, il direttore degli , Andrea Bosco, prestatosi a dare manforte in questi giorni alla biglietterie prese d’assalto. Nella triade sciistica brembana per eccellenza tutte le piste sono aperte e perfettamente innevate (ad eccezione del «Toro» di Foppolo, sciabile solo in presenza di due metri di neve naturale). Identica la situazione di Valtorta-Piani di Bobbio, dove tutte le piste sono aperte ad eccezione della «Cedrino» che aspetta, pure lei, la neve naturale.

La parola magica in grado di neutralizzare i timori legati al rialzo delle temperature è innevamento artificiale. Quasi tutte le stazioni bergamasche, a dicembre, vi hanno fatto ricorso, approfittando del termometro sotto zero e creando così quel «fondo» ghiacciato che funge da autentica barriera, capace di resistere a tutto, alle piogge di Santo Stefano (unico momento di maltempo) come al rialzo termico dell’Epifania. È il caso di Lizzola, dove il direttore Paolo Vigani conferma la piena funzionalità di tutte le piste che hanno beneficiato dei lavori di ammodernamento e potenziamento del bacino idrico per i cannoni sparaneve. Stesso refrain anche per Monte Pora-Presolana, dove circa il 50 per cento delle piste dispone, appunto, del fondo di . L’altra metà, in particolare le panoramiche «Pian de l’Asen», hanno solo l’innevamento naturale, ma non mostrano nessun cedimento.

«Un problema che si presenta quest’inverno per l’ultima volta – assicura il direttore di stazione Lorenzo Pasinetti – dall’anno prossimo spareremo su tutto il comprensorio, grazie ad un nuovo bacino che ci assicurerà l’approvvigionamento idrico ideale». A Colere sono aperti quattro impianti su sei (le tre seggiovie e il campo scuola) mentre sono chiusi i due ski-lift (Pian del Sole e Capanno). In attesa di neve Schilpario che, al momento, ha aperto la pista del campo scuola. Campo scuola che a tuttora resta l’unica affollatissima risorsa sciistica di Selvino in attesa della nuova seggiovia del Monte Purito. Agli Spiazzi di Gromo, infine, tutto aperto tranne la nera “Orsini” in attesa di nuova neve naturale che dovrebbe arrivare dopo la metà di gennaio. Lo assicurano gli operatori che vivono con il barometro incorporato e la tradizione con i tre “mercanti di neve”; Sant’Antonio, San Mauro e San Marcello.

Donatella Tiraboschi – Il Corriere della Sera – e Provincia