Alta – Il vertice del dicembre scorso, tra Province di Bergamo e Sondrio, aveva fatto ben sperare: si era parlato di coordinamento in merito all’apertura estiva e qualche amministratore comunale aveva anche auspicato un transito prolungato del passo rispetto ai soliti 4-5 mesi da giugno a ottobre. Il «San Marco» (domani, alla Cantoniera, il Cai dell’alta valle inaugura una targa dedicata a Papa ), valico di confine con funzioni soprattutto turistiche, invece, a ieri, era ancora chiuso: da mercoledì scorso la sul versante è transitabile; resta, invece, il divieto sul versante valtellinese. E dalla Provincia di Sondrio non arrivano tempi certi sulla riapertura.

«Abbiamo aperto la strada fino alla località Alpe lago, sopra il comune di Albaredo – spiega l’assessore provinciale ai Lavori pubblici di Sondrio Silvana Snider –. Oltre, invece, c’è ancora troppa , ci sono ghiaccio e piccole frane sulla strada. Stiamo monitorando la situazione ma non andiamo ancora a pulire e tempi certi sulla riapertura non ci sono. Faremo, comunque, il possibile per accelerare i tempi».

«È vero, gli accordi presi a dicembre con la – continua l’assessore provinciale di Sondrio – prevedevano che si cercasse di aprire quanto prima, ma poi ognuno avrebbe fatto le proprie valutazioni. Non è vero che per noi il passo San Marco non sia una priorità, ma dobbiamo garantire anche un transito in sicurezza e occorre ricordare che sul nostro versante c’è sempre molta più neve. Valichi simili al “San Marco” restano chiusi se la neve è ancora troppa». «La strada che sale da Morbegno – dice il vicepresidente della Giuliano Capetti – è molto più lunga della nostra e meno esposta al sole. Inoltre, da parte di Sondrio, non c’è mai stato grande interesse ad aprire. A dicembre, in occasione del vertice, abbiamo insistito per un coordinamento, anche se accordi precisi sui tempi di apertura della strada non ne avevamo presi».

«E anche noi – prosegue Capetti – dobbiamo considerare i costi di pulizia di quella strada, sette-otto chilometri magari con due metri di neve. Abbiamo 1.350 chilometri di strade provinciali da gestire e, di fronte alle ristrettezze economiche, ci sono delle priorità. E se anche liberassimo la strada con qualche giorno d’anticipo resterebbe il problema della chiusura sul versante di Sondrio. Oltre non si potrebbe andare». Spiragli per un’apertura più prolungata del passo, quindi, diversamente da quanto auspicato a dicembre, pare non ce ne siano.

«Purtroppo c’è scarsa attenzione verso una strada che, al contrario, per la Valle Brembana potrebbe avere una funzione turistica importantissima – dice il sindaco di Raimondo Balicco –. I motociclisti tedeschi che la utilizzano sono centinaia: arrivano dal passo dello Spluga (2.115 metri, già aperto dal 1° maggio, ndr), passano per Morbegno e, magari senza vedere i cartelli di divieto, salgono quasi fino al “San Marco” per poi dover tornare indietro. Ma a Sondrio, evidentemente, il valico interessa solo per utilizzare gli : allora la strada la aprono. Le mie proteste finora sono servite a poco: dovrebbe essere la Provincia di Bergamo a insistere perché il passo apra prima, quanto meno a fine maggio».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo