Nell’ex Brembo un centro della meccanica
-La Valle Brembana Articolo letto da 154 Utenti - Pubblicato il 27 Maggio 2008<PIAZZA BREMBANA - Un futuro per l’area della ex Brembo di San Giovanni Bianco? Si comincia a delineare e sarebbe racchiuso in una iniziativa a cui si sta lavorando da qualche mese e della quale si è ampiamente parlato nel corso dell’ultima assemblea della Comunità montana di Valle Brembana. L’assemblea si è riunita a Piazza Brembana per l’esame e l’approvazione del Bilancio di previsione 2008 dell’ente, con un pareggio a 8 milioni 378 mila euro, approvato con 41 sì della maggioranza, 11 astensioni e 10 no, dopo l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri della Lega Nord.
Priorità occupazione
L’ipotesi di riconversione dell’area, che si sta peraltro concretizzando, è stata evidenziata in un passaggio della prefazione al documento contabile del presidente Piero Busi. «L’occupazione continua a essere prioritaria nelle preoccupazioni dell’ente – ha affermato il presidente – e qualcosa di positivo per la soluzione di questo gravissimo problema forse si sta intravedendo e si concretizzerà se ci crederemo e sapremo coglierne il significato e lavorare in discrezione come si è fatto finora. Dobbiamo puntare al rafforzamento delle realtà esistenti e su questo fronte c’è l’ottimo risultato della sdemanializzazione dell’area assegnata alla ditta Cms, nel centro produttivo di Zogno, e c’è l’impegno dell’ente comunitario a promuovere insediamenti produttivi anche di piccole dimensioni su tutto il territorio vallare.
Ci sono poi le prospettive di ampio respiro per un’ipotesi di sviluppo vallare, ed ecco il discorso relativo all’ex Brembo. «È un’ipotesi cui si sta lavorando da tempo, pur se la si è tenuta volutamente sotto traccia nella preoccupazione di camminare senza compiere errori che sarebbero fatali – ha affermato Busi –. Ora però possiamo venire allo scoperto. Entrando nello specifico: si punta alla realizzazione nel contenitore ex Brembo di un centro di eccellenza (tipo il Kilometro rosso di Stezzano, ndr) per la costituzione di un distretto della meccanica o meccatronica di precisione a elevato contenuto tecnologico, che non avrebbe sofferenze di movimentazione.
Pubblico e privato
Attori dell’iniziativa sono la Regione, la Provincia, la Camera di commercio, la Comunità montana di Valle Brembana e il Comune di San Giovanni Bianco sul fronte pubblico, e i gruppi Bombassei e Rota Nodari su quello privato. Si sta arrivando alla sottoscrizione di un accordo di programma propedeutico al progetto nel quale sarà specificata la ristrutturazione del contenitore per la nuova funzione che occuperebbe una forza lavoro compresa tra i 150 e i 200 addetti.
Un salto di qualità, ha sottolineato la maggioranza. Critiche le opposizioni. «È un progetto non condivisibile, che dovrebbe essere diversamente finalizzato puntando sulla produttività – hanno contestato le minoranze –. Colpevoli i ritardi e colpevole la sudditanza. Una “schiavizzazione”, ragion per cui chiediamo a Confindustria un diverso uso della struttura, della valle e delle istituzioni». Ma l’accusa è stata fermamente respinta dal presidente della Comunità montana. È stato anche formulato un invito a recuperare risorse di spettanza della montagna e stornate dal Bim (Bacino imbrifero montano) ad altre realtà.
La Cartiera
È stato quindi affrontato ancora il problema della chiusura della Cartiera di San Giovanni Bianco. «Si sapeva che esistevano problematiche per questa realtà – ha precisato Busi –, ma non che si fosse arrivati al dramma occupazionale. Ci siamo immediatamente coordinati con l’assessore provinciale Giuliano Capetti per la convocazione di tutti i soggetti interessati a questa nuova dolorosa vicenda, ed è stato chiesto alla società di sospendere la decisione di chiusura della fabbrica. L’incontro con le parti è già stato programmato per il 12 giugno prossimo.
Entrano a far parte del rilancio economico della Valle Brembana il Sistema turistico delle Orobie, con attenzione ai centri sciistici (sci alpino e nordico) e, in prima battuta, il piano di sviluppo di San Pellegrino Terme («La Comunità montana – ha osservato Busi – sarà attento interlocutore in proposito perché crede in questo progetto»), nonché il sostegno (compartecipi la Provincia, il Bim e la Camera di commercio) alle microimprese commerciali, sostegno che ha dato ottimi risultati nella prima applicazione dello scorso anno: ne hanno infatti beneficiato 75 imprese per un investimento complessivo di un milione e 500 mila euro.
Attenzione alla viabilità
Infine, nella relazione del presidente Busi è stata posta attenzione alla viabilità, attraverso la partecipazione alle progettazioni della variante di San Giovanni Bianco e dello svincolo per la Valle Serina, che rappresenta un asse portante dell’economia della valle.
Sergio Tiraboschi - L’Eco di Bergamo
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