Piazza Brembana – Cent’anni di storia dell’alta raccontati nelle pagine del bollettino parrocchiale. Nato nel mese di gennaio del 1912, il notiziario compie quest’anno il suo centenario e raggiunge più di 2.000 abbonati, dei quali 1.500 in alta Valle e i restanti in Italia e pure all’estero. E per festeggiare quest’importante tappa le del vicariato, in collaborazione col vallare «Felice Riceputi», hanno organizzato una serie di manifestazioni.

Il primo appuntamento sarà stasera, alle 21, nell’atrio della casa parrocchiale di , con l’inaugurazione della mostra (che è itinerante e sarà esposta in vari paesi durante l’estate) che, attraverso la presentazione di alcune delle più significative pagine, presenta il cammino del bollettino. Seguirà un convegno e un buffet.

«Il fatto che cent’anni fa tre zone pastorali, quelle di , San Martino e , suddivise a loro volta in diverse parrocchie, allora molto meno in comunicazione di adesso, scegliessero di pubblicare insieme un notiziario dice già lo spirito di comune appartenenza all’alta valle, che da subito è stato anche il nome della testata “L’Alta Valle Brembana” – spiega don Pierantonio Spini –. Nella lettera di apertura del primo numero i parroci scrivevano: “Troverete soprattutto la cronaca fedele delle notizie della Valle”, specificando “delle singole parrocchie”. Insomma, è una pubblicazione unica ma che riflette il volto di tante diverse comunità».

Il mensile era nato come desiderio di comunicare soprattutto con gli emigranti, che allora, all’inizio del XX secolo, erano numerosi in alta Valle. Sin dalla prima edizione, nel 1912, è molto sintetico e chiaro, nega un impegno politico e segue un orientamento cattolico, cercando di unificare i venti paesi della zona cosiddetta Oltre Goggia. Inizialmente era pubblicato ogni 15 giorni, in formato tabloid, in due fogli con quattro facciate scritte molto fitte, e nelle edizioni successive fu ampliato, poi inserito in altri mensili cattolici fino a giungere dal 1983 al notiziario formato da circa 40 pagine. «Grazie alla conservazione quasi totale delle pubblicazioni, soprattutto per merito di monsignor Lorenzo Grigis, parroco di , alla collaborazione della biblioteca di Angelo Mai e alla biblioteca nazionale di Firenze, il , da tre anni, ha provveduto alla stampa di un cd che raccoglie tutti i numeri dei bollettini dal 1912 al 1959».

Arizzi – L’Eco di Bergamo