C’è un piccolo gioiello poco noto il quella «valle dei musei» che è la . È il Museo brembano di Scienze naturali a , tutto da scoprire. Il museo è nato sull’onda delle straordinarie scoperte di fossili unici al mondo rinvenuti in uno strato risalente al giurassico che è presente un po’ in tutta la valle. Ma se la paleontologia è il pilastro portante di questo museo, non è sicuramente da meno l’eccezionale collezione di farfalle custodita nelle sue sale. Sono ben cinquemila esemplari del variegato mondo delle farfalle presente in Valle Brembana.

È stato Attilio Torriani a dar vita a questa singolarissima raccolta. Stefano, il noto disegnatore, continuatore della passione del padre, e il prof. Flavio Galizzi sono i due fondatori del museo di San Pellegrino. Non solo vi si dedicano con grande passione, ma entrambi svolgono una preziosa attività di divulgazione. Stefano Torr iani, naturalmente, attraverso i suoi bellissimi disegni. Le tavole che illustrano la raccolta non potevano che essere uscite dai suoi pastelli. «Le farfalle – spiega – sono un genere di collezione che non può esser e esposta. Più sta chiusa negli armadi e meglio è». Motivi di conservazione. Si tratta di lepidotteri molto fragili: basti pensare alla delicatezza delle ali e dei loro colori.

Per fortuna ci sono i suoi disegni, perfetti dal punto di vista tecnico, ma che offrono al visitator e la possibilità di conoscere l’affascinante mondo delle farfalle. La cui presenza non è solo una gioia per gli occhi: sono anche un importante indicatore della buona salute dell’ambiente naturale, in questo caso della e del . «Basti pensare – sot olinea Torr iani – che le farfalle nascono da bruchi a volte di piccolissime dimensioni. È sufficiente la minima quantità di un agente inquinante per uccidere questi bruchi. È stata anche questa la causa della riduzione di molte specie, anche se si sta notando una ripresa». Un buon segnale, forse anche grazie a una maggior e sensibilità per l’ambiente da parte delle istituzioni e della gente comune.

Le conferenze, le serate con proiezioni, l’interessamento delle scuole attraverso il museo e le associazioni sono un aspetto di questa crescente attenzione per il mondo naturale, che non si limita alla sola Valle Brembana. Tra l’altro, Stefano Torriani con i suoi disegni è coinvolto in una iniziativa che ha come scopo di promuovere la difesa dell’ambiente. Ogni anno viene consegnato un premio internazionale che si chiama «Bell’Europa». Nel disegno che accompagna il premio compare un Cavalier e d’Italia, un uccello che è il simbolo del recupero di ambienti naturali degradati. Il premio è stato istituito quattro anni fa ed è significativo che gli ideatori si siano rivolti a Stefano Torriani per ché esegua il disegno originale – che raffigur aappunto il Cavalier e d’Italia – per il vincitore.

Quest ‘anno il premio sarà consegnato a Bruxelles e and à alla tenuta «Cassinazza», nei pressi della Certosa di Pavia: bellissimo esempio di recupero di un’ar ea degradata voluto dall’ing. Giuseppe Natta, figlio del celebre Premio Nobel.

L’Eco di Bergamo

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