«È ormai certo che in autunno prenderà corpo il progetto di far nascere a un’accademia o un centro che possa diventare punto di riferimento internazionale per lo studio della commedia dell’arte» afferma Giovanni assessore provinciale alla Cultura e allo spettacolo presentando «Le radici e le ali. Festival del teatro dell’arte», progetto che va nella direzione di diffondere «il prezioso patrimonio della cultura , spesso apprezzato più all’estero che in Italia».

La Provincia sostiene (con un contributo non ancora stabilito) il festival perché è «un’occasione per rivitalizzare questa forma d’arte, per riappropriarcene con fierezza». La manifestazione alla prima edizione non poteva trovare location più adatta: si svolge infatti nel borgo di Oneta, frazione di San Giovanni Bianco, patria di , una delle più conosciute e amate della commedia dell’arte che affonda le sue radici «nel ‘4-500, quando i nostri migranti bergamaschi si spostavano a Venezia – spiega Milesi –; alcuni di loro, dotati di talento teatrale, impersonavano le figure dei servitori parlando in un bergamasco ingentilito e suscitando grande ilarità. Erano gli Zanni».

Il festival propone la ricostruzione della storia di questo teatro popolare, offrendo una riflessione sul futuro della commedia dell’arte. «Non si tratta di riproporre un teatro vecchio, che rischia di annoiare – spiega Eugenio De’ Giorgi, direttore artistico della associazione teatrale Duende ed ideatore del festival – ma di ricordare che la commedia dell’arte è teatro di piazza, popolare. E tratta argomenti che suscitino attenzione e cuoriosità, come la fame e il sesso, usando un linguaggio scurrile».

Secondo De’ Giorgi non si deve parlare di una forma teatrale superata, non mancano infatti esempi moderni che si riferiscono a temi e stilemi della commedia dell’arte: «Charlie Chaplin che ha creato la figura di Charlot, un moderno Arlecchino. Basti pensare alla scena in cui, spinto dalla stessa fama atavica del servitore bergamasco, si cucina e mangia una scarpa».

Tra «radici» e «ali» il festival presenta momenti differenti dedicati agli spettacoli, alla riflessione e allo studio. Si parte sabato alle 20.30 con uno spettacolo dedicato a Papa Giovanni XXIII cui seguirà un incontro conviviale alla Taverna di Arlecchino (per prenotazioni 034542458 o 3387600882) con Ambrogio Artoni, docente all’Università di Torino e autore del libro «Il Teatro degli Zanni» e Stefano Pintor, giovane regista e studioso della figura di Arlecchino Zoppo. Eugenio De’ Giorgi mette in scena «Angelo Roncalli, in arte Papa Gioan», spettacolo in forma di monologo in cui un operaio racconta di Angelino e della realtà lavorativa di Sotto il Monte, della missione apostolica in Bulgaria, della situazione vissuta in Francia e Venezia, fino al 28 ottobre del 1958, quando Angelo Roncalli diventerà Papa Giovanni XXIII. «Lo spettacolo – spiega De’ Giorgi – non vuole essere solo una biografia del personaggio, ma una divulgazione del suo pensiero. Il protagonista è un operaio che accompagna lo spettatore in un “viaggio universale”.

Il suo nome è Gioan, perché oltre ad essere uno dei nomi più comuni nella Bergamasca, terra di origine di Angelo Roncalli, è anche il nome che lui adotta quando diventa Papa». Secondo appuntamento del festival domenica 25 luglio (alle 20.45) con «L’Ippocondriaco» di Carlo Goldoni, interpretato da Alberto Faregna, Francesca Giorgi e Amanda Sanni. «Si tratta di un testo breve di Goldoni, un intermezzo in due parti per musica sul tema della malattia immaginaria di Ranocchio, che esaspera la moglie Melinda». La manifestazione si chiude sabato 31 (alle 20.45) con la «Giullarata oscena» messa in scena da Michela Cromi, Luca Di Martino, Francesca Giorgi, Tommaso Pagliarini, Amanda Sanni, attori professionisti che dal 23 al 31 luglio parteciperanno al Seminario di Commedia dell’Arte tenuto da De’ Giorgi. «Mettiamo in scena canovacci della commedia dell’arte con i personaggi più noti: Zanni, Arlecchino, Pantalone, Brighella, Colombina, Dottore e Capitano». Tutti gli spettacoli, che si svolgono nella piazza della Casa di Arlecchino ad Oneta, sono ad ingresso gratuito. Per informazioni: 034543262 o 3460113310.

Laura Arnoldi – L’Eco di Bergamo

http://www.brembana.info/borghi/oneta/oneta.html