– Ospiterà i prodotti tipici della Valle Brembana, dai formaggi al miele, fino alle . Quindi l’artigianato, materiale informativo- promozionale ma anche attività didattiche rivolte a studenti e villeggianti. È la «Baita della cultura brembana », voluta dalla Comunità montana all’ingresso di , nei pressi delle . Dopo circa un anno di lavori,l’apertura è prevista entro aprile. Soldi dall’Europa La «Baita» è ospitata in un edificio privato, ristrutturato e rialzato per dare una forma più «rurale», con un intervento di 94 mila euro (fondi europei per la valorizzazione delle tipicità locali), compresi materiale informativo, arredo e attività didattiche. Gli spazi utilizzati saranno a piano terra (accanto al negozio di caminetti), la parte in legno soprastante è stata realizzata solo per dare una forma simil baita all’immobile. «Nasce sulla falsariga di strutture per esempio già esistenti in Trentino – spiega il presidente della Comunità montana –. Il turista, prima di lasciare la valle, potrà fermarsi per portare a casa un ricordo o un prodotto della nostra terra. A iniziare dai formaggi, nostra principale ricchezza».

«Ma saranno ospitati anche corsi didattici rivolti alle scuole e ai villeggianti – aggiunge l’assessore al Turismo –. La posizione per noi è strategica: sarà di fronte alla futura rotatoria della variante in galleria di Zogno, con la possibilità di accesso facilitato sia per chi sale sia per chi scenderà dalla valle. Un po’ di parcheggio c’è già ma, nell’ambito dei lavori della variante, potrebbe essere ampliato». La gestione, tramite bando, è già stata affidata alla «Latteria sociale» di . : spreco di denaro Critico sull’iniziativa il sindaco di San Vittorio Milesi che in un’interpellanza in Comunità montana parla di «spreco di denaro pubblico». «È proprio il contrario – replica Fattori –. L’operazione rappresenta un esempio di come il privato può supportare il pubblico. La Comunità montana ha speso 94 mila euro sistemando l’edificio: parte dell’affitto (12 anni) che dovrà essere pagato è stato quindi stornato dai lavori. La restante parte sarà sostenuta dal gestore. La Comunità montana non pagherà più nulla». Il gestore, inoltre, accanto agli spazi di «vetrina», disporrà anche di un locale per la vendita dei prodotti.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo