Allena l’unica squadra maschile della Brembana. «Non sapevo nulla, ora è la mia passione». Venticinquenne di , è anche istruttrice di nuoto e volley. «Questo sport è una scuola di vita». La forza, quella dei muscoli, c’è. L’agilità anche, almeno a vederla tra mischie e placcaggi in mezzo al campo. Insomma, un po’ del «physique du rôle» del rugbysta (è alta 1,65 metri per 60 chili) non le manca. Caratteristiche però che, unite al fascino femminile, suscitano qualche sorpresa, soprattutto quando lei dice: «Sì, faccio l’allenatrice di rugby».

Fischietto e palla ovale tra le mani, Lucia Giupponi, 25 anni, di Lenna, non sarà ancora ai livelli di Jonah Lomu, la leggenda neozelandese del rugby; certo è che un piccolo record, almeno in terra brembana e forse orobica, l’ha già stabilito: da circa un anno è alla guida dell’unica squadra che gioca con la palla ovale in riva al Brembo, la «Rugby Zogno». Formazione, al contrario, composta finora solo da maschi, 25 ragazzini tra i 6 e i 13 anni, seppure l’accesso al gentil sesso non sia stato assolutamente precluso ma sia frutto solo del caso. Allenatrice di rugby in gonnella – pardon in fuseaux e maglietta – quindi, determinata e appassionatissima a uno sport dai più considerato quasi solo maschile. Qui, naturalmente – vista l’età dei piccoli atleti – il contatto fisico, tipico del rugby, non crea comunque alcun problema. Anzi sprona i ragazzi – a quanto pare – a fare ancora , magari proprio quando devono effettuare un placcaggio di Lucia (nel rugby è l’atterraggio dell’avversario in possesso di palla).

Di solito io o gli altri adulti che partecipano alle sedute di allenamento – dice l’allenatrice – gli facciamo la battuta del tipo: “Ma dai, che rugbysta sei se non riesci neppure a fermare una ragazza!?” E loro si impegnano ancora di più». Per Lucia, laureata in scienze motorie, oggi fare l’allenatrice di rugby è diventato, insieme all’attività di istruttrice di nuoto a Olmo al Brembo e San Pellegrino, l’impegno principale, ma alla palla ovale è arrivata casualmente.

Siamo nel 2005 e cinque genitori zognesi cercano uno sport diverso per i figli, soprattutto educativo, e lo trovano nel rugby. Prima si affiliano alla «Rugby Bergamo» e per tre anni compongono una squadra «costola» della società sportiva cittadina; poi, nel giugno 2008, la decisione di fare il salto di qualità: nasce la «Rugby -Valbrembana», società autonoma e prima, di questo sport, in riva al Brembo. Luca Quaglia, 40 anni, di , presidente della nuova associazione sportiva, va alla ricerca degli allenatori a cui affidare i 25 ragazzi del gruppo. Così arrivano Corrado Serrati, 36 anni, della «Rugby Bergamo», giocatore e allenatore originario di Pavia, ora con casa a , e la giovane Lucia. «Non cercavamo tanto un supergiocatore – dice Quaglia – ma un allenatore-educatore. Corrado è ottimo da un punto di vista tecnico e, laureato in filosofia, è anche bravissimo coi ragazzi. Lucia ci è stata suggerita da un consigliere della società, e ora siamo contentissimi. È la persona giusta, sa trasmettere quei valori sportivi per i quali ci siamo lanciati in questa avventura». «Quando mi è stato chiesto di fare l’allenatrice di rugby – dice Lucia – sinceramente non sapevo cosa rispondere. Non avrei mai pensato di iniziare la mia attività professionale con questo sport. “Ma io non so nulla del rugby”, mi sono detta. Poi ho deciso di lanciarmi, magari un po’ a “scatola chiusa”; perché era veramente un’incognita, al di là delle regole del gioco che avevo imparato a scuola. Comunque sia, mi dissi, quantomeno sarei stata la prima in Valle Brembana.

E ancora oggi, dopo un anno, nei concentramenti (così si chiamano in termini tecnici i tornei di rugby, ndr) che teniamo periodicamente in provincia, non ho ancora incontrato allenatrici femminili». «Mi sono veramente appassionata, credo soprattutto ai principi che animano questo sport – dice -. La lealtà, il rispetto, il coraggio, la condivisione degli ideali sportivi e l’amicizia, prima, durante e dopo gli allenamenti; ovvero nel famoso terzo tempo del rugby, quando, dopo il gioco ci si trova tutti a mangiare. Il rugby è una vera suola di vita». Ma per Lucia, che è anche allenatrice nel «Centro pallavolo 27», l’impegno nella nuova società ha anche un altro obiettivo. «Voglio portare un nuovo sport in alta Valle – spiega -. Ce n’è bisogno. E il rugby è quello giusto: grazie alle sue caratteristiche si riesce ad avvicinare all’attività motoria ragazzi che finora non avevano mai praticato nessuno sport».

Il futuro della «Rugby Zogno», quindi, sembra in buone mani: i ragazzi, per ora, partecipano ai vari concentramenti in giro per la (dove le squadre non si scontrano una contro l’altra, ma con giocatori mischiati), quindi organizzano giornate promozionali (l’ultima a domenica scorsa, la prossima il 19 settembre all’area mercato di Zogno, info al 347.8687242) e ad agosto anche uno stage a (con una squadra di Seriate), dove il rispetto delle regole sarà al centro delle giornate. E poi la nelle scuole e tramite le Pro loco. Sempre puntando sul rugby come sport educativo dove «si gioca con l’avversario e non contro l’avversario». Non resta che attendere la prima giocatrice brembana in squadra. E con Lucia sul campo l’impresa – anzi la meta – non dovrebbe poi essere così ardua.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo