Moio de’ Calvi – Appassionati della pagaia contro il Comune, reo di togliere ai canoisti la materia prima, l’acqua. Attorno alla quale, a Moio de’ , pare essere scoppiata una piccola guerra: qui, entro l’estate dovrebbe entrare in funzione una minicentrale idroelettica sul Brembo, una delle tante realizzate in queste anni lungo i delle . Da una parte il Comune alza la bandiera dell’energia pulita e delle risorse per garantire futuro al paese; dall’altra i canoisi, nel caso dell’associazione «Brembo kayak», puntano il dito su un intervento che, a loro dire, renderà quasi sempre inutilizzabile uno dei tratti più belli per lo sport in canoa. E, per protestare e cercare di bloccare le turbine, il 25 giugno hanno in programma un maxiraduno lombardo proprio nelle acque diventate della discordia.

A valle della
Siamo in alta Valle , comune di Moio de’ Calvi. Qui c’è già una centrale Enel (conosciuta come centrale di ) che riceve acqua dal lago di e la rilascia nel Brembo (ramo di Fondra). La nuova minicentrale idroelettrica, in corso di realizzazione da parte della società privata «Miralago energia», si trova circa 300 metri a valle degli impianti Enel. L’acqua che esce dalla centrale di Bordogna, dopo pochi metri, verrà intubata e, tramite condotte poste sotto la strada comunale, arriverà alla minicentrale.

Il Comune avrà il 7% degli introiti
Il Comune ha concesso l’area per la costruzione e riceverà il 7% degli introiti derivanti dalla produzione di energia elettrica. Iniziati nel 2003 i lavori si sono poi interrotti e sono ripresi lo scorso marzo. Secondo il Comune potrebbero già concludersi entro l’estate. Ma i canoisti non ci stanno a vedersi togliere l’acqua da sotto la pagaia. «Nemmeno dieci metri dopo la fuoriuscita dalla centrale Enel di Bordogna – dice Alessandro (conosciuto come Geko) di “Brembo kayak”, l’acqua verrà deviata nelle condutture sotto la strada tramite una paratoia di cemento costruita in mezzo all’alveo (l’opera di presa, ndr), di per sé già uno scempio ambientale. L’acqua, quindi, sarà tolta dal suo naturale corso, per circa 300 metri, prima di arrivare alla minicentrale. Le vallette laterali portano pochissima acqua, quindi il torrente, da un punto di vista canoistico, sarà in secca. Lo si può già verificare, di sera, quando la centrale di Bordogna è ferma e non esce più acqua: per noi canoisti è impossibile utilizzare quel tratto di fiume». «In – prosegue Gherardi – ci sono già troppe centrali. Ormai non si può più percorrere un corso d’acqua per intero, causa dighe e centraline».

E annuncia il raduno-protesta dei canoisti: «Pretenderemo che almeno due ore alla settimana ci venga consentito di scendere in canoa: l’acqua è di tutti, non solo del Comune di Moio – prosegue Gherardi –. La Valle e la Provincia si sono mobilitati per impedire che i valtellinesi realizzassero tre pale eoliche al passo San Marco e poi, in casa nostra, riempiamo i fiumi di minicentrali, per non parlare del parco fotovoltaico sui prati di Camerata».

«Il torrente non sarà in secca»
Seccata la replica del sindaco di Moio de’ Calvi, Davide Calvi: «Come vuole la legge sarà garantito il deflusso minimo vitale delle acque (il 10% della portata media, ovvero 770 litri al secondo, ndr). Il torrente non sarà in secca perché arriva l’acqua della Val Fondra e da ». «Di sicuro – prosegue – non fermeremo il progetto per due canoisti. Noi dobbiamo sfruttare le risorse che abbiamo. E l’acqua ci serve per garantire il futuro dei nostri paesi». Dagli uffici della Provincia fanno sapere che la concessione per l’utilizzo dell’acqua è già stata rilasciata mentre è in corso la richiesta di autorizzazione per gli ultimi lavori, in particolare l’opera di presa.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo