Moio de’ – È stato il telefono più caldo dell’estate, ora si è rifatto il look e accetta di buon grado spiccioli e centesimi di euro. Non c’entrano nulla le temperature afose di luglio e agosto, e nemmeno, per fortuna, qualche problema da «linea rovente»: semplicemente il telefono pubblico di Moio de’ Calvi, o meglio la celeberrima «cabina di Moio», da qualche giorno ha iniziato una nuova vita e tanto per gradire funziona anche con le monete. «È una sorta di ritorno al passato – conferma Patrizia Buzzoni, titolare del minimarket che si affaccia su piazza IV Novembre a lato della cabina – perché negli ultimi anni l’apparecchio era utilizzabile solo con le schede telefoniche, praticamente introvabili nei nostri paesi, soppiantate dalle ricariche dei telefonini».

La Telecom è intervenuta già un mese fa per verificare lo stato di salute dell’impianto, dopo che il 16 agosto era arrivata la determina dell’Agcom (l’autorità garante delle comunicazioni) in merito alla rimozione pianificata da Telecom del posto telefonico pubblico di Moio. Il garante aveva accolto in pieno il ricorso presentato dal sindaco Davide Calvi.

«Il traffico – aveva segnalato Calvi – è numericamente meno significativo rispetto al passato, ma ciò non toglie che la presenza della cabina resti un servizio pubblico importante. La ricezione dei cellulari a Moio è intermittente e c’è da considerare anche la presenza in paese di molti turisti anziani». Telecom aveva giustificato la rimozione della cabina rilevando la presenza della cabina di Valnegra, a circa 1.400 metri dalla piazza di Moio. Argomentazione non accolta dall’Autorità garante, che concedeva a Telecom un’eventuale distanza massima di 400 metri e ha ritenuto fondate le istanze del Comune di Moio. Il piano di dismissione nazionale aveva avuto il via libera di Agcom lo scorso aprile, vista l’esponenziale diffusione dei cellulari, per i quali l’Italia ha la media pro capite più alta in Europa. Erano stati posti però limiti precisi alla rimozione delle cabine, salvaguardando ospedali, caserme, scuole e rifugi alpini e determinato la precisa possibilità da parte di Comuni e privati di inviare via mail una specifica opposizione alla rimozione delle cabine, sulle quali vengono esposti evidenti avvisi di prossima rimozione.

Nei giorni immediatamente successivi alla sentenza per Moio, Telecom aveva comunicato che non avrebbe fatto ricorso al Tar contro il giudizio del garante. «La cabina – sottolinea il sindaco – è stata la star del nostro programma estivo, che pure ha visto eventi di grande rilievo con musicisti internazionali protagonisti a Moio. Per qualche giorno, dopo l’appello lanciato dalle colonne de L’Eco che per primo ha colto il nostro disappunto, i media nazionali hanno acceso il loro riflettori su Moio».

La cabina «da salvare» si è meritata pagine e foto a colori sul Corriere della Sera e su Il Sole 24 ore, servizi su Raidue, Raitre e Italia Uno. Centinaia di siti hanno rilanciato la notizia, anche l’Osservatore Romano si è interessato alla vicenda.

«Addirittura – continua Calvi – Tony Trischka, virtuoso americano del banjo arrivato a Moio per un concerto, ha chiesto di poter scattare una foto ricordo davanti alla cabina. Coppie di innamorati hanno caricato foto su Facebook, qualcuno ha provato l’emozione di chiamare “come una volta” la fidanzata». Il circo mediatico scatenatosi attorno alla cabina è stato un piacevole diversivo per i moiesi, ma anche un modo per riaffermare il diritto ad avere voce.

«Il nostro ricorso – sottolinea il primo cittadino – aveva l’intento di sottolineare come la priorità non debba essere sempre data ai numeri, che mai sono dalla nostra parte, ma alle persone e ai servizi rapportati al contesto in cui devono essere erogati». Il ritorno delle monete sul telefono di Moio è una buona notizia anche per le statistiche Telecom, che per i primi passi del piano di dismissione ha preso in considerazione gli apparecchi che generano in media meno di una chiamata al giorno, come quello di Moio. «Una chiamata quotidiana – conferma Patrizia Buzzoni – ora ci sarà sempre, anche due. Quando devo chiamare a raccolta alcune amiche per il caffè di metà mattina il telefono in cabina è più conveniente, perché usare il cellulare per chiamare i numeri fissi costa parecchio». Lo diceva anche la pubblicità: il telefono, la tua voce.

Edmondo Varani – L’Eco di Bergamo