Moio de’ Calvi – Necessità di bilancio prima di tutto, ma anche la conferma di uno stato di fatto ormai evidente. È in scadenza a fine agosto il termine stabilito dal Comune di Moio de’ per la vendita delle proprietà comunali sul monte Toracchio, dove da secoli sono insediati capanni a uso caccia che spesso hanno assunto la forma di piccoli fabbricati abitativi. «È una scelta – conferma il sindaco Davide – dettata senza dubbio dalle contingenti necessità di bilancio, stante la drastica riduzione dei contributi dello Stato e l’eliminazione dell’Ici sulla prima casa. Abbiamo destinato alla vendita anche un terreno edificabile posto lungo viale Vittorio Veneto, nella zona alta del paese.

Un lotto di 1.230 metri quadrati. La vendita ci consentirà di disporre di fondi utili al mantenimento dei servizi e a opere urgenti di manutenzione straordinaria dei beni comunali». Per la vendita delle proprietà il Consiglio comunale ha dato via libera alla vendita, con voto unanime, lo scorso marzo, stabilendo precise modalità operative e congrui valori di riferimento per gli immobili del Toracchio. I capanni sono stati realizzati su terreno comunale con un semplice contratto d’affitto, per il quale i locatari pagano un canone annuo senza avere alcun titolo di proprietà, comunque in capo al Comune. «Questa forma di utilizzo e conduzione delle aree concesse – spiega il sindaco – si è molto radicata negli anni e ha sviluppato un profondo convincimento di diritto esclusivo di superficie sulle aree in argomento e anche su quelle di pertinenza.

I conduttori hanno apportato ai fondi concessi loro in locazione notevoli miglioramenti con realizzazione di fabbricati abitativi ben inseriti nell’ambiente, con conduzioni ottimali del territorio circostante. È quindi opportuno trasformare tutto questo in un titolo di proprietà definitivo». Il Comune ha stabilito un prezzo di alienazione di 650 euro al metro quadrato per le aree su cui ricadono i fabbricati, consentendo anche l’acquisto, fino a un massimo di 150 metri quadrati al costo unitario di 10 euro, delle aree circostanti di pertinenza. «Ipotizziamo – conclude Calvi – un introito significativo per le casse comunali, di diverse decine di migliaia di euro. Una via obbligata, che per i proprietari potrebbe essere una sorta di occasione unica. Oltre il termine del 31 agosto non saranno possibili singole alienazioni e la proprietà resterà in capo al Comune, che potrà provvedere se necessario all’eventuale asta».

L’Eco di Bergamo